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Un attimo ancora: tra paura di cadere e voglia di volare ✈️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Il distacco non è sempre un atto immediato. Può essere un lento e faticoso bilancio dell'anima. L’autrice ci conduce sulla soglia di questa scelta: un bagaglio troppo pesante, il desiderio di un nuovo slancio e il timore di inciampare ancora una volta lì dove il volo è stato solo accennato. Una riflessione sulla necessità di scegliere cosa portare con sé e cosa avere il coraggio di abbandonare. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Un attimo ancora  devo controllare  prima di lasciare andare  il bagaglio è greve ed io non so  cosa buttare per primo o tutto insieme  per non cadere di nuovo  qui dove ho tentato il volo.

Volare

Lontano dal giogo della mente, provare a respirare di Maria Cristina Capitoni Cattivo con prudenza un urlo feroce e sommesso che non dà senso al tuo vivere ma solo temporaneo sfogo a quel giogo che circonda la mente non saresti niente fuori da quel mondo

Muoversi in libertà

Ci si muove in uno scenario lieve ed impercettibile, come non avesse forza di gravità di Maria Cristina Capitoni Forse erano i tempi o la diversa percezione ma la realtà era più fluida scorreva indipendente senza necessità richiamava di tanto in tanto alla presenza ma senza infastidire lasciando libera di immaginare l’esistenza.

Di nuovo in volo

Oltre l’inganno di prodigi e sogni: l’altrove che ci aiuta a volare di Bianca Mannu Persino le iridi divenivano azzurre amoreggiando – le mie così brune / così fosche – con quei pallidi corimbi invidiosi del cielo in volo radente sulla siepe densa di foglie e di ombra.

Una fiamma

Il ricordo di un viso, simbolo di sentimenti rari prima dell’oblio di Sonia Scarpante Arde quella fiamma e agita i nostri cuori mentre la memoria riporta quel viso ceduto a sentimenti imperituri.

Ali

Volare alto, quando tutto sembra così difficile di Marina Zinzani Ci sono ali di plastica, artificiali. Ci sono anche ali di cartone, che non reggono alla pioggia, al vento, si bagnano, si piegano. Ci sono ali di ferro battuto, che portano ancora più in basso, in precipizi e fango.

Il filo di Arianna

di Giovanna Vannini Arianna partì, con la valigia grande, con lo zaino in spalla. Nella valigia portava la vita già scritta, nello zaino quella ancora nella penna. In testa un cappello di paglia a tesa larga, con nastri di seta colorati a mescolarsi negli intrecci. Il viaggio sarebbe stato lungo: un primo autobus fino alla stazione più vicina, un Freccia Rossa per Milano Malpensa, un volo per una destinazione lontana.

In volo, domani

di Giovanna Vannini Dobbiamo tenerci stretti. Allontanarsi rende fragili, mette distanza d’animo, vento tra i corpi, freddo nelle mani. Con il buio la stanchezza. La testa macina pensieri dal risveglio, prosegue fino al sonno. Inutile provare a fermarne il moto. Assecondare, condividere, starci dentro. Ci appartiene. Un capogiro a cena consumata, un vuoto allo stomaco come se non fosse sazio. Una bevanda che rinfranchi, qualcosa di dolce che coccoli. Da giorni piedi freddi nelle scarpe, occhi meno in colore, meno espressivi. “...e sabato è domani…” dice una canzone del mio tempo. Giornate lunghe di chilometri in macchina, di faccende da evadere per forza.  Vorrei ridere, illuminarmi in volto, lasciarmi andare in volo…