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Ricordi

di Cristina Podestà Stasera ho visto un filmato di te. Era tempo di Natale, proprio come adesso, e tu scartavi i regali con le tue nipotine, felice e sereno.  Di colpo per me è stato come se più di quindici anni non fossero trascorsi; ho riavvolto il nastro del tempo e il dolore indicibile della tua assenza è tornato con prepotenza alla ribalta e tutti i miei sforzi per tenerlo a bada si sono improvvisamente vanificati.  Mi manchi. Mi mancano i tuoi verdi occhi buoni, il sorriso bonario, il tuo incedere stanco.

Donna in riva al fiume, passi lenti nella nebbia

di Marina Zinzani La nebbia avvolge e tutto diventa confuso, non sono chiare le forme, sembra di essere in un paesaggio fatato, a tratti misterioso e forse ostile. Ma in quel paesaggio, pensa Setsuko, ci sono le impressioni, le riflessioni più intime, c’è il silenzio con i battiti del cuore, c’è il vagheggiare della mente fra figure del passato, perdute nella nebbia, e figure del presente.

Il presente dietro queste ansie

di Maria Cristina Capitoni Se riuscissi a coltivare il presente tutto scomparirebbe il cielo dietro queste colline le ansie mattutine il futuro sperato  il passato  la casa all’angolo della strada questa passeggiata.

Donna in riva al fiume, una bella festa

di Marina Zinzani Si vedono luci in lontananza, si festeggia qualcosa, si immagina. In quella casa c’è un momento lieto, i figli tornano dai padri, vengono accolti dalle madri, il cibo diventa prezioso, c’è una sorta di ringraziamento del cibo, si ascoltano gli ultimi avvenimenti di tutti. E’ un giorno di festa in quella casa, si sente in lontananza quasi un vociare, tutti si scambieranno dei doni.

Speranze

di Cristina Podestà Quell’attimo di luce in più che da oggi illumina il nostro cammino verso un anno nuovo, ci porta a ben sperare in giornate mai uguali, ma sazie di vita per noi e il pensiero a chi è in sofferenza, a chi subisce la guerra, a chi non ha da mangiare.  Sperare non costa: dunque io voglio fortemente credere che si possa raggiungere un punto d’incontro nel mondo, così compromesso, così sofferente. Mi piacerebbe vederlo sorridere. Auguri di cuore. 

Premierato: il capo fa miracoli

L’illusione di recuperare efficienza affidandosi al capo di turno ( Il saggio è pubblicato su Critica liberale, 18 dicembre 2023 ) (Angelo Perrone) Il premierato, elezione diretta del capo del governo, parte sotto cattivi auspici. L’iniziativa si è già infranta in pesanti giudizi critici. «È un progetto di legge quasi eversivo per alcuni aspetti ed estremamente debole per altri», ha detto Ugo de Siervo, ex presidente della Consulta. Un verdetto condiviso dagli emeriti Gustavo Zagrebelsky, Gaetano Silvestri, Cesare Mirabelli, Giuliano Amato. Anche quaranta costituzionalisti, persino gli esperti convocati dal centro destra, hanno espresso riserve.

Donna in riva al fiume, il vento avverso

di Marina Zinzani Non passa giorno in cui ci si senta in bilico. Ora una notizia ora un’altra, così vicina a noi da spaventarci, ma anche lontana, tanto che il suo effluvio si sente, lasciandoci una sottile angoscia. Il vento avverso c’è sempre stato, pensa Setsuko in riva al fiume. In tutte le epoche, in tutte le stagioni. E non si può fare molto, intimamente, per alleviarlo. Si può agire imponendo alla mente di non andare in certi luoghi, in particolari ricordi, o in anfratti dove si possono percepire le ombre di un drago, o lasciare che il tempo passi, sperando che arrivino stagioni migliori.

In ascolto

di Maria Cristina Capitoni Quei toni inconsapevoli  della voce ecco cos’era parlare con Dio non io che t’ascoltavo  ma un continuo richiamo  ogni volta che suonavi le tue corde senza alcun significato

Donna in riva al fiume, i colori tenui

di Marina Zinzani Esistono colori che passano inosservati, non catturano l’occhio, non danno risalto, raramente appaiono nella loro grazia, nei toni tenui che possono dare una sensazione di riposo. Esistono anche persone che passano inosservate ai più, che conducono vite senza nessuna evidenza, nessun successo riscontrabile ad una prima facile lettura, che restano in penombra, che appaiono sobrie, con i loro pensieri racchiusi, con una timidezza a volte che è raramente interrogata.

Inverno

di Maria Cristina Capitoni L'inverno restringe gli spazi e costringe ad entrarci così da sentire tutto in minor tempo che non d’estate quando ogni volontà evade dal suo intento  mischiando nell’ascolto  grida e cori che non si appartengono ma che distraggono l’attenzione l’inverno è più intenso perché in poco freddo  raccoglie ogni momento.