Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Alberto-Sordi

Il tempo lento che ci fa riscoprire la vita

Come cambia la nostra vita, ora che il coronavirus ci costringe a casa? Rinunce, abitudini stravolte. Anche la riscoperta di interessi e passioni. Ritmi che possono dare nuovo senso alle relazioni e agli affetti: immaginiamo un futuro più positivo (ap*) Tutti a casa. Molti lo ricorderanno. Era il titolo del film di Alberto Sordi che raccontava il ritorno di alcuni soldati dopo la guerra, un momento fortemente desiderato per anni, e reso amaro dalla sconfitta subita. Il nostro Albertone aveva saputo descrivere da par suo quello stato d’animo intriso di amarezza, delusione, ma anche speranza. Ora invece è la parola d’ordine di tutta un’altra storia. Ha sempre a che fare con una battaglia, ma molto diversa.

La faccia dipinta di blu

Nulla contro l’inglese, anzi è molto utile: ma la scuola ha bisogno soprattutto di altro di Maria Cristina Capitoni (Commento a Studiare in inglese? Senza togliere l'italiano , PL, 3/2/18) Gelmini chi? Quel ministro che macinò 1200 km per assicurarsi la promozione all'esame di Stato per diventare avvocato? Che contribuì a quella rivoluzione scolastica che porta oggi ad avere maestre elementari che scrivono scuola con la "Q"? Magari però, parlava benissimo l'inglese.

Okay? Sì, va bene

Gli “inglesismi” nella lingua italiana: cause e rimedi. Ci abbagliano i “pezzetti di vetro luccicanti”? Non dimentichiamo che l’inglese “è anche privo delle consonanti raddoppiate” di Gianantonio Tassinari Ogni giorno sentiamo molte persone esprimersi con inglesismi. Okay , week-end , e-mail , on line , mass media , job act , talk show , bail in , start up. Dagli studenti che chiacchierano amabilmente all’uscita di scuola ai giornalisti che infarciscono i propri servizi o infiorettano le proprie apparizioni con termini mutuati dal linguaggio anglosassone.