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Le sofferenze di un artista

di Marina Zinzani

L’uomo e l’artista: nel film “Eterno visionario” Luigi Pirandello viene raccontato, nell’oscillazione dei ricordi, mentre sta andando a Stoccolma in treno, a ritirare il premio Nobel per la letteratura. 
La sua vita viene ripercorsa attraverso la narrazione dello sfortunato matrimonio con Antonietta, che verrà poi rinchiusa in una clinica psichiatrica.
La pazzia, la sofferenza di tutta la famiglia. Forse Pirandello era stato un padre assente, troppo preso da sé stesso, questo gli rimproverano ad un certo punto i figli.
Fuori da quel matrimonio, da quelle mura, l’incontro che cambia una vita: Marta Abba, attrice alle prime armi diventata musa ispiratrice di tante sue opere. Una rinascita, l’arte e una donna che sa incarnare i suoi personaggi, che accende luci, che diventa un raggio di sole.
Pirandello e Marta Abba, un uomo anziano e una giovane bellissima: i due si guardano allo specchio, implacabile nel mostrare gli anni che hanno solcato il viso dell’uomo e la differenza di età. Sono taciuti eppure così vivi i sentimenti di Pirandello per Marta Abba. Ma c’è il rischio di lasciarsi andare all’amore per una donna tanto più giovane: è facile cadere nel ridicolo, nell’azzardo, nella fine di tutto. Allora rimarranno solo l’artista e l’attrice, in un sodalizio creativo che durerà anni. 
Una vita, quella di Pirandello, segnata dal genio e dalla sofferenza: la pazzia della moglie, la sottile crudeltà dei figli che non amano  la trasformazione del padre dopo l’incontro con Marta Abba, e non comprendono a fondo la sua grandezza ma anche l’intima solitudine. Le parole non riescono ad unire quella che dovrebbe essere una famiglia. Le parole servono per creare personaggi immaginari, protagonisti di novelle, romanzi, soggetti teatrali, le parole servono per raccontare inquietudini, angoli bui, il dramma del vivere.
Michele Placido, regista ed attore, riesce a dar vita ad un’opera che emoziona, aiutato dalla grande bravura di due attrici, Valeria Bruni Tedeschi nella parte della moglie e Federica Luna Vincenti in quella di Marta Abba. Sopra a tutto, quasi ipnotica, l’interpretazione intensa e sofferta di Fabrizio Bentivoglio, che ci regala un viaggio unico dentro un’anima che ha guardato profondità estreme, abissi arrivati fino a noi, dono e mistero. 

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