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La Meloni sul referendum, tra indifferenza e disimpegno

(Altre riflessioni in Il diritto al "non senso" della democrazia, Critica liberale, 6.6.25)

(Angelo Perrone) L'affermazione della presidente Meloni (il “non voto” al referendum su lavoro e cittadinanza come un suo diritto) è una posizione inquietante in tempi di crisi democratica.
La partecipazione civica è fondamentale per la tenuta delle istituzioni. Suggerire l'astensione è un segnale pericoloso, oltre tutto mascherato dall’espediente del gesto simbolico. L’astensione non dovrebbe assumere il tono dell'indifferenza, soprattutto quando la democrazia stessa è sotto pressione.
Questa posizione, infelicemente annunciata proprio il 2 giugno, in cui si ricordava il più importante evento referendario della storia repubblicana italiana, diventa ancora più grave se letta alla luce della retorica dell'esaltazione del voto quale unica legittimazione politica.
Si invoca la "sovranità popolare" per giustificare decisioni che erodono diritti, limitano libertà e minano le basi della convivenza civile, come nel caso del cd decreto sicurezza, salvo poi svuotare di significato il referendum, strumento per eccellenza della democrazia diretta, attraverso il disimpegno. È una logica perversa: il voto è sacro solo quando conviene, ma diventa superfluo o persino sacrificabile quando si tratta di volontà popolare espressa su temi scomodi.
La crisi della democrazia non si combatte con l'astensione strategica, bensì con la partecipazione consapevole e critica. Minimizzare l'importanza del voto referendario è un’operazione che contribuisce al clima di disillusione e disaffezione. La libertà di scelta del singolo non può mai diventare pretesto per indebolire gli strumenti di partecipazione collettiva, soprattutto quando questi sono l'ultima diga contro l'arroganza del potere.

Commenti

  1. Cosa ci si aspetta di un partito che in campagna elettorale, propio la Meloni appariva al "popolo" come Enrico Berlinguer(PCI) oggi non sa nemmeno dove vuole andare ..... l'unica meta per la Giorgia è Trump.
    Non ha ancora capito che Trump Finì

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