(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). La natura possiede una voce ambivalente, capace di cullare o di scuotere nel profondo. Il vento ha un potere evocativo, trasforma un fruscio di foglie nell'illusione del rumore del mare. È un richiamo alla nostra vulnerabilità. La percezione umana è spesso fluida e la realtà può confondersi con il desiderio o il ricordo.
(Maria Cristina Capitoni).
A volte pareva il rumore del mare
un fruscio di fronde
che ad occhi chiusi
confondeva la mente
il vento però era lo stesso
che spinge le onde.

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