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Studentessa: la fatica dei banchi e il fischio della realtà 👩‍🏭

Vecchio scrittoio con un quaderno per scrivere poesie
(Introduzione a Bianca Mannu). Un ritratto potente e materico della condizione studentesca e operaia d'altri tempi. Il treno non è solo un mezzo di trasporto, ma un "trapano" che lacera il sonno e introduce alla durezza del dovere. È una poesia di freddo, di braci scarse e di "treni Godot", dove però, tra le crepe di una quotidianità ostile, brilla la scintilla della resistenza intellettuale.

(Bianca Mannu). 

Il richiamo del ferro e del gelo

A venti chilometri dall'alba
il fischio
trapanava la notte moribonda.
Spesso violento 
ed essenziale sempre
il suo freddo richiamo
vorticava
l'incerto tepore del mio letto.

La lotta contro il sonno quindicenne

M'attaccavo a
un rigurgito 
di sonno quindicenne
avvilito al ruolo
d'abissale scampo all'ardua 
memoria degli studi 
trascinati a stento
lungo l'arco del pendolo diurno

Veglie forzate e stazioni spoglie

fino a e oltre
la precocità crepuscolare
delle invernali notti
invano lunghe
per lenta consunzione
di scarse braci
impotenti 
a scaldare forzate veglie
e la voglia
di vincere premi alla riffa quotidiana
d'oggi
per virtuali domani
compresi nello scarto 
dei tempi
prigioni d'insulse attese
di treni Godot
alle stazioni d'inservizio
spoglie
come nudi obitori aperti
ai venti di maestro.

La resistenza: una segreta voglia di poesia

In fughe di siti senza nome,
alle croci
di malsani incroci
portavo
gracili e malnutriti sogni
di dottrina
e fra le crepe 
di quel mio straniato tempo
scaldavo
me indocile e caparbia
una voglia segreta di poesia.

Commenti

  1. La poesia, quella che sgorga dal profondo, che non può essere fermata, che si avverte come una vibrazione di potente energia positiva, spesso, è portatrice di conforto, bellezza e rinascita, e un sorriso di felicità brilla nel cuore.

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