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Visualizzazione dei post con l'etichetta suicidio

Émilie e il suo diario: una storia di bullismo scolastico 📖

(Introduzione a Marina Zinzani). La storia è quella di Émilie, una studentessa di 17 anni di Lille (Francia), che si è tolta la vita a cavallo tra il 2015 e il 2016 dopo aver subito insulti, sputi e violenze quotidiane a scuola. I suoi genitori decisero di pubblicare i file del suo diario segreto (prima sui quotidiani La Voix du Nord e Libération) per rompere il muro del silenzio e sensibilizzare il mondo sulla piaga del bullismo. L’autrice ricorda qui il dramma di quella ragazza. (Marina Zinzani). Un grido di resistenza dal fronte quotidiano «A chi subisce la vita. A chi lotta. Resistete. Battetevi. Alla fine ce la caveremo». È l’inizio di un diario. Non un diario di un soldato al fronte. Non le pagine di un malato con una malattia da cui forse non ne uscirà vivo. Non le parole di chi ha perduto un affetto, ogni cosa materiale, tutto. Eppure siamo al fronte. Quello quotidiano, quello che non si pensa minimamente possa diventare un fronte, con parole e gesta e violenze e soprusi che so...

🥀 L’incapacità di godersi la vita: il danno invisibile delle vittime

(Introduzione a Marina Zinzani). Il dolore che segue un trauma non è fatto solo di ferite visibili, ma di una sottile e persistente erosione del futuro. Attraverso la voce di chi ha subito abusi e violenze, Marina Zinzani esplora quella "perdita della capacità di godersi la vita" che rappresenta il vero fulcro del danno esistenziale. (Marina Zinzani) -  Il danno permanente e l'eredità del dolore Virginia Roberts Giuffre, nel suo libro autobiografico “Nobody’s girl”, scrive ad un certo punto che presentò nel 2009 una denuncia contro Jeffrey Epstein, per gli abusi subiti. C’è una frase alla fine dell’istanza che rimane impressa, parla del suo danno: della perdita della capacità di godersi la vita. Un danno di natura permanente. L’invisibilità della sofferenza interiore La vittima e questa perdita: non ci si pensa mai a fondo. È il danno di una persona abusata, che non mostrerà mai quello che porta dentro, e se lo fa in pubblico non troverà comunque la pace che cerca, anzi, ...

Un compleanno

Noa Pothoven: il libro della vita e le sue tante misteriose possibilità di Marina Zinzani (Commento a La scelta di Noa, vittima di stupri, lasciatasi morire per dolore , PL, 6/6/19) Noa è morta a 17 anni, si è lasciata morire per non soffrire più, dopo le violenze subite. Chissà se nel libro che componeva la sua vita c’erano altre pagine, impreviste.  Chissà se in una di queste pagine che lei non ha voluto, potuto, sfogliare ce n’era una come questa, che raccontava un compleanno, e un nuovo amore. (nota dell’autore)

Oltre il limite

Il suicidio di Noa Pothoven: la lacerazione dell’anima fa perdere l’orientamento di Maria Cristina Capitoni (Commento a La scelta di Noa, vittima di stupri, lasciatasi morire per dolore , PL, 6/6/19) Si "impara a vivere" quando le offese subite sono proporzionali alle difese che abbiamo a nostra disposizione. Evidentemente in questo caso, la lacerazione dell'anima, prima di quella del corpo, è stata talmente profonda da non permetterle più a Noa neanche di sentirsi meritevole di un futuro. La profonda solitudine poi, ha fatto il resto; esistono oscurità nelle quali anche il bene più profondo perde l'orientamento.

La scelta di Noa, vittima di stupri lasciatasi morire per dolore

La storia di Noa Pothoven, che a 17 anni  ha scelto il suicidio dopo aver subito tre stupri, indica quanto sia importante “imparare a combattere per la vita” per rompere la tragica identificazione tra sé e il senso di vuoto provocato dalle violenze estreme (ap*) Il caso di Noa Pothoven, la ragazza di 17 anni che si è lasciata morire dopo anni di sofferenze psichiche seguite agli stupri subìti, scuote non solo l’Olanda. Ha scelto il suicidio assistito in casa, assistita da parenti e medici, perché non sopportava più di vivere a causa della depressione in cui era caduta, soffriva anche di stress post-traumatico e di anoressia.

'Sta figuraccia

(ap) Alla fine è morto, prematuramente, e ingloriosamente. Non è arrivato neppure a Natale. Ha perso subito gli aghi dei suoi rami appena giunto dalla val di Fiemme. E’ rimasto così a svettare, sconsolato e triste, con le poche palline colorate e le scarse luci, che l’amministrazione cittadina gli aveva messo addosso. I romani, sarcastici, lo hanno subito soprannominato “spelacchio”.

Da qui si vede il mare - Il mare (8, fine)

La storia di Lorenzo e dei suoi amici di infanzia Nicola e Maria. Un rapporto che non lo protegge da atti di violenza per il segreto che custodisce e che lo porta verso la tragedia. A distanza di tempo, la ricerca della verità su quel suicidio è anche l’inizio di un percorso di crescita individuale Romanzo di Marina Zinzani Nicola cerca di riparare alla morte, di più di vent’anni prima, di Lorenzo, suicida dopo le accuse di omosessualità. Vuole fare pubblicare un suo libro di poesie. Lorenzo, il ragazzo marocchino dagli occhi blu, amico fraterno, è rimasto nel cuore di molti. La ricerca della verità, di chi innestò i sospetti, di chi raccontò verità scabrose su Lorenzo e sul professor Riccardi, diventa per Nicola un percorso ardito e doloroso. Forse è stata Maria, la loro amica tanto amata, a tradire Lorenzo. O forse no. Neanche Nicola è esente dai rimorsi, per non avere difeso l’amico. Forse ha innescato proprio lui la miccia che l’ha portato al suicidio. La diffici...

Da qui si vede il mare - La luna rossa (1)

La storia di Lorenzo e dei suoi amici di infanzia Nicola e Maria ai quali è fraternamente legato. Un rapporto che non lo protegge da atti di violenza per il segreto che custodisce e che lo porta – in una sfida senza esito contro i pregiudizi sociali – verso la tragedia. A distanza di tempo, la ricerca della verità su quel suicidio è anche l’inizio di un percorso di crescita individuale Romanzo di Marina Zinzani Presentazione Si possono riparare i torti fatti, molti anni dopo? La propria vita è delineata, tranquilla in apparenza, ma basta un niente, un episodio e si riapre una ferita, e sotto quella ferita c’è un mare di ricordi, di felicità effimere, di amicizie perdute, di violenze psicologiche, di mediocrità. Nicola si sente forse un uomo mediocre, ma nessuno vede il segreto tormento che tiene dentro da tanto tempo, da quando Lorenzo, il suo migliore amico, si era suicidato vent’anni prima. Lorenzo è il ragazzo dagli occhi blu, nato dall’unione fra un marocchino e un...