di
Cristina Podestà
(Commento
a Jean
Baudrillard, graffiti in cerca di senso - Paolo Brondi, PL, 7/10/15)
Writers.
L'artista cerca un’affermazione culturale e sociale attraverso la
manifestazione esteriore della propria creatività. Tali segni, apparentemente
privi di significato, sono ricolmi di desideri inespressi, con lo scopo, talora
ingenuo ma non privo di valore, di voler cambiare il mondo, sicuramente in
meglio. L'ipotesi è che siano espressioni di rabbia verso un mondo piatto, che
tende a livellare tutto in vita, preludio inesorabile di morte certa e di oblio
nel nulla eterno. Trasmettono emozioni, attraverso forme e colori che
"impattano" fortemente. Mi piace l'idea di trasgressione e
risentimento contro questo vivere opaco.

Non è un caso che, in un mondo omologato come quello in cui viviamo, volti e corpi sempre più scolpiti e levigati dalla chirurgia estetica ,tendano a voler eliminare le rughe ,ovvero i graffiti dell'anima che, come incisioni rupestri, scavando la pelle, tracciano reticolati , creano arabeschi , disegnano emozioni, raccontano la vita ed il mistero della sua metamorfosi .Del resto la stessa Dafne ovidiana, che in un processo di metamorfosi si trasforma in alloro , ci dimostra come anche il corpo umano si trasformai nel tempo e a causa del tempo : le gambe si fanno nodose come tronchi di alberi, le vene diventano simili a rami intrecciati ,i tagli inferti con l'accetta assomigliano alle piaghe doloranti del corpo che, come una immensa tavolozza ,riflette la trama delle continue disavventure dell'anima. Paradossalmente direi che la schizofrenia della società in cui viviamo se, da un lato ,spinge a cancellare la vita attraverso l'utilizzo della chirurgia estetica, dall'altro, con l' uso sempre più frequente dei tatuaggi rivendica in modo esplosivo ,non so se più o meno consapevolmente, proprio una insopprimibile esigenza di autenticità, possibile solo attraverso un lento processo di metamorfosi .I segni del corpo, che ,con una definizione linguistica potremmo definire dei puri "significanti" ,assemblati di volta in volta in in un gioco combinatorio simile a quello dei writers ,in fondo sono i soli in grado di cogliere e racchiudere in sé il "significato " più profondo di quell' eterno, magico e misterioso murales che è la vita
RispondiEliminaLaura Bonfigli