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L'influenza degli altri

di Marina Zinzani

“Non sprecare il tuo tempo in cose che non sono sotto il tuo controllo.” (Epitteto)

Ci sono persone che dipendono da noi, legate in modo diretto o in modo più sottile. I nostri umori si trasformano in malesseri anche fisici, o perlomeno psicologici, offuscando le giornate. Non si vede più un giorno di sole, l’opportunità che può esserci in un mattino da riempire con cose interessanti. 
Non si vede più la ricchezza che può essere fatta di piccole cose, di momenti gradevoli, come la colazione al bar guardando la gente che passa. Non si vede più quello che di buono la vita ci ha donato.
Non si vede più nulla perché spesso i pensieri sono inquinati e, come un sasso gettato in uno stagno, si creano cerchi, onde negative che coinvolgono chi è attorno a noi. Una giornata storta al lavoro e il nervosismo portato a casa, il mancato sorriso ad un figlio, la mancata attenzione all’altro, che magari anche lui ha avuto una giornata difficile e avrebbe bisogno di una parola, di una condivisione: l’onda malefica si propaga, influenzando negativamente un giorno, tanti giorni, troppi. 
Bisognerebbe essere più morbidi, far scivolare le cose subite, girarsi ora da un lato ora dall’altro, come in un movimento dolce del Tai Chi, e far passare quello che inquieta, che peggiora la nostra vita. Perché ci sono tante cose che non possiamo cambiare e il prenderle di petto non funziona, rischiamo solo di farci più male.
Le cose accadono, e il più delle volte non dipendono da noi, così come non dipendono da noi i comportamenti degli altri, ci sono persone che non cambieranno mai, o molto difficilmente, e non si può esserne succubi o soffrirne troppo. Ci sono persone anche lontane che agiscono sulla nostra vita in qualche modo, potrebbe essere anche il presidente di una multinazionale per cui lavoriamo. E ci sono situazioni in cui siamo completamente inermi, come di fronte ad una malattia nostra o dei nostri cari, e qui possiamo solo seguire quello che dicono i medici.
Si può fare davvero poco in certi casi. Certo, la rabbia, la tristezza sono espressioni naturali e legittime. Ma se non siamo in grado di cambiare le cose, le persone, dobbiamo concentrare le forze sul nostro mondo interiore, preservando il più possibile la nostra mente, alimentando la positività. Questo richiede coraggio, il coraggio di fronte alle tempeste. Coraggio che può migliorare una giornata e i rapporti con chi abbiamo accanto, attraverso un gesto, un pensiero, una parola. 

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