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Il digitale e noi

La realtà aumentata e l'ansia di esclusione


(Angelo Perrone) È successo in breve tempo e non ci siamo accorti che era in atto una rivoluzione. In appena 40 anni è cambiato il nostro modo di comunicare, di relazionarci con gli altri, di trascorrere il tempo libero.
Prova ad offricene qualche indicazione la mostra The game, Elettricità e rivoluzione digitale, appena aperta a Pavia nel museo della tecnica elettrica, che si ispira al fortunato libro di Alessandro Baricco (The game), scritto appena nel 2008.
Ogni aspetto della vita è stato investito da una rivoluzione, e così siamo diventati tutti digitali. Come è stato possibile? Come ci sentiamo?
Nel tempo della velocità, si riduce la distanza tra l’uomo e la macchina, e quest’ultima si appropria di un’infinità di funzioni, sgravando le persone di pesi. Alleggerendone anche ruolo sociale e significato individuale.
La tecnologia entra nel quotidiano, invade le case e il lavoro, sovvertendo incombenze e mansioni. Le improvvise facilità impongono ripensamenti mentali.
Il cambiamento ha prodotto una sorta di “realtà aumentata”, moltiplicata per sé stessa, cresciuta nelle potenzialità e nelle sfaccettature. È cambiato il modo di vivere, ad esempio siamo tutti “multitasking”, facciamo più cose nello stesso tempo, sovrapponendo spazi, occasioni, anche persone. 
L’abbiamo vista questa mescolanza estrema. In cui il tempo del lavoro non è più distinto da quello del riposo o dello svago, tutto rischia di essere l’uno e l’altro insieme, fatica e leggerezza si confondono.
La sensazione di non poter rinunciare alla tecnologia si collega alla paura dell’isolamento dal mondo, fa sorgere il timore, se sconnessi, di essere emarginati, assume il significato di un sostegno irrinunciabile.
Il rischio è che ne derivi un’ossessione, che crea dipendenza senza sostanza. Come se non ci bastasse la vita e fossimo sempre alla ricerca spasmodica di altro. Una fuga perenne dalla realtà.

Commenti

  1. La tecnologia rappresenta contemporaneamente un aiuto ed un ostacolo alla nostra vita. In pochi anni si è sostituita a mansioni faticose ma necessarie per molte attività dell'uomo. I ragazzi ne abusano senza capire che perderanno, nel tempo, capacità di autonomie fondamentali. Questa riflessione del dottor Angelo Perrone è oltremodo attuale, interessante e rispecchia un grande problema cui non si dà il giusto valore. Dunque diffondiamo pezzi come questi affinché chi legge possa essere stimolato a pensare e a valutare la propria posizione riguardo alla tecnologia, usandola ma non abusandone.

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