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Visualizzazione dei post con l'etichetta Pablo-Picasso

Felicità senza limiti: Hemingway e la nostalgia della Parigi anni '20

(Introduzione a Marina Zinzani). Può una sola frase racchiudere il peso delle relazioni umane e il desiderio di libertà? Attraverso le pagine di "Festa mobile", Marina Zinzani ci conduce tra i bistrot di una Parigi perduta, dove la creatività cercava spazio tra i limiti imposti dal mondo e dagli altri. (Marina Zinzani). La Parigi di "Festa mobile" “Quando giungeva la primavera, anche la falsa primavera, non restava che da risolvere il problema del posto in cui sentirsi più felici. L’unica cosa che poteva rovinare una giornata era la gente e se riuscivi a evitare di prendere impegni, non c’era giorno che avesse limiti. Era sempre la gente a limitare la felicità, tolti i pochissimi buoni proprio come la primavera.” (Ernest Hemingway, “Festa mobile”). “Era sempre la gente a limitare la felicità.” È la Parigi degli anni Venti di cui Hemingway parla, quella che lui ricorda con struggente nostalgia. Si può immaginare un mondo a sé, affascinante e privilegiato, appuntament...

💔 Il volto da ricostruire: femminicidio, lo sfregio e la frammentazione nell'arte di Picasso

(Introduzione a Marina Zinzani e ad a.p.). Questo post unisce due mondi apparentemente distanti: la violenza subita dalle donne e l'espressione astratta dell'arte. La poesia di Marina Zinzani dipinge il dramma del volto sfregiato dall'acido, dagli insulti e dalle paure, un volto da ricostruire che ha perso la sua unità. In questo contesto di dolore e frantumazione, il commento di Angelo Perrone introduce l'analisi della pittura cubista di Pablo Picasso. La scomposizione del viso, come quella nella " Testa di donna in nastro rosso cappello blu " (1939), diventa un'evocazione potente della violenza che spezza l'immagine e la dignità umana, offrendo una nuova dimensione interpretativa della realtà ferita.

In una fotografia

Ragazza allo specchio di P. Picasso Famiglie difficili: incomprensioni, oscurità, dolori. Lo si vedeva già da quella fotografia di Maria Cristina Capitoni Io in quella foto non c’ero ma neanche intorno fulgido scorcio di luce dell’ultimo giorno t’avrebbero annientato da lì a poco insieme a tua sorella che poi è anche la mia germogli calpestati con dolore

Picasso, non solo un quadro

Pablo Picasso: come esprimere in un quadro – “Fernande con una mantiglia nera” - le mille sfumature dell’animo di donna di Marina Zinzani  I chiaroscuri delle donne, le sfumature e i segreti, le sottili malinconie, la fragilità del giunco al vento, l'incapacità di leggere nel loro volto chiare verità, perché le verità si abbinano così spesso a pudore e a pensieri nascosti, inaccessibili, impalpabili come uccellini che si posano su una sedia, e spiccano il volo appena ci si avvicina.

I volti di Picasso

Pablo Picasso Rischiamo di perdere la nostra identità, in tanti modi. La vita sociale e l’arte ci mostrano come di Marina Zinzani Uomini che sezionano le donne, la loro mente, fino a renderla confusa e frammentata. Uomini che sezionano le parole delle donne, fino a renderle insicure di ciò che dicono. Uomini che sezionano il valore di una donna, dividendola in corpo e anima, in parti del corpo. Uomini che usano un coltello invisibile, che diventa come un bisturi nelle mani di un chirurgo.

Emilia (Il risentimento)

Les demoiselles, di P. Picasso di Marina Zinzani (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) Racconti dedicati alle emozioni. Il passaggio dalla sensazione di un momento a qualcosa di più duraturo è ciò che divide l’emozione fugace da altro, come il sentimento profondo che può durare una vita. Non è una differenza di poco conto. In un primo momento ci sentiamo avvolti da qualcosa, persino storditi, incapaci di reagire, poco lucidi; solo dopo con il tempo ci rendiamo conto di quello che è accaduto, possiamo farcene una ragione. Magari consolarci e fare pace con le nostre pene. Guardando al futuro.

Grace Kelly

Da Hollywood, alla gabbia dorata di Montecarlo di Marina Zinzani Una strada sulla Costa Azzurra. Un’auto che corre in uno scenario da sogno. Si sta girando un film, “Caccia al ladro”. Cary Grant è affascinante, con la sua recitazione misurata, mai sopra le righe, evoca gentilezza, eleganza. Lei è Grace Kelly, e quella strada segnerà la sua vita.

A bassa voce

Antonello (1932) ,  di F. Trombadori Un viaggio nelle parole, tra ricerca della bellezza e fuga dagli affanni Poesia di Marina Zinzani (Intervento di Angelo Perrone) Ho viaggiato tanto sono entrato dentro case ho ammirato tappeti vasi di fiori e porcellane ho letto il male la paura e il tormento su   volti sperduti ho respirato la gioia di un bacio di una promessa sussulti sussulti ho viaggiato tanto attraverso pagine e voci. (ap) Se il ritratto è un genere pittorico così radicato nella storia dell’arte per la spontaneità dell’impulso a raffigurare le sembianze di qualcuno, “Antonello” di Francesco Trombadori ha più di un motivo per incuriosire. Si può coglierlo nel momento storico della realizzazione dell’opera (1932) con l’evidente influenza delle suggestioni neoclassiche sulla pittura italiana. Oppure nel fatto che il soggetto raffigurato, il figlio dell’autore, è stato pure lui uomo di cultura, oltre che...

Ombre sulla sera

Caprichos di Francisco de Goya I rischi nel tramonto della ragione e dell’ottimismo: i Capricci di Goya di Paolo Brondi Non solo la scienza, ma anche l’arte, nel nostro mondo contemporaneo, ha messo in crisi la nozione di oggetto così come per secoli era stato assunto nella cultura classica. Profonda è stata la rivoluzione, cognitiva e culturale, nella conoscenza del mondo, portata dalla teoria dei paradigmi scientifici di Thomas S-Kuhn; dalla teoria delle catastrofi di Renè Thorn; dalle enunciazioni di Ilya Prigogine, circa l’avvento di un nuovo tipo di temporalità, dislocalizzata e creativa; dalle nuove matematiche; dalle geometrie dinamiche e qualitative; dalle fisiche post quantistiche; dalle scienze neurobiologiche.