Passa ai contenuti principali

Grace Kelly

Da Hollywood, alla gabbia dorata di Montecarlo

di Marina Zinzani

Una strada sulla Costa Azzurra. Un’auto che corre in uno scenario da sogno. Si sta girando un film, “Caccia al ladro”. Cary Grant è affascinante, con la sua recitazione misurata, mai sopra le righe, evoca gentilezza, eleganza. Lei è Grace Kelly, e quella strada segnerà la sua vita.
E’ un momento magico, due attori fra i più belli del momento, uno scenario meraviglioso, quello che ha visto fin dagli anni 30 un avvicendarsi di scrittori, pittori, una vita intellettualmente ricca fra feste e passeggiate davanti al mare. La Costa Azzurra è il ritiro dorato d’estate, e i nomi di chi l’ha frequentata, amata, sono quelli rimasti sui libri, Scott Fitzgerald, Picasso, Matisse, ed altri, tanti altri che vi hanno trovato il tepore di un clima gradevole e la magia di un mare che tocca sfumature di celeste da sembrare irreale, in un contorno di bouganville fucsia. E’ qualcosa di vicino alla felicità, la Costa Azzurra degli anni 30, ma si arriva più avanti, siamo negli anni 50 ed Hitchock ha scelto questo luogo per girare un film, una sorta di giallo con contorni sentimentali, la storia di un ladro chiamato “Il gatto” che si intrufola nelle ville, si mescola alle feste, e ruba preziosi gioielli.
Perfino il furto qui è qualcosa di dolce, siamo in Francia, sulla Costa Azzurra, la dolce Francia fa apparire affascinante anche un ladro.  E Hitchcock sa usare la sua mano maestra anche in questo caso, ha alle spalle dei film che hanno lasciato il segno, “Il delitto perfetto”, “Notorius”, “La finestra sul cortile”.  E’ Grace che chiama per questo film, in quel momento è forse la donna più bella dello schermo, di una bellezza perfetta, che  può apparire algida, ma che lui definirà “Ghiaccio bollente”.
Il bacio in albergo che lei concede a Cary Grant è passato  alla storia, è una scena che oggi fa sorridere ma che  trasmetteva qualcosa di sensuale, in un’epoca in cui la sensualità era espressa in un modo più sottile e più intenso di ora.
Quel film segnerà il destino di Grace, che poco dopo andrà in sposa al principe Ranieri di Monaco. Inizia per lei una nuova vita, sarà la principessa Grace, e col tempo le successive generazioni vedranno  qualche suo film, vedranno servizi televisivi in cui si parlerà di lei, dei  tre figli, e la magnificenza in cui era apparsa il giorno del suo matrimonio, in un vestito da sogno. 
Ecco, ha incarnato il sogno, una vita fortunata in cui una ragazza di Filadelfia può diventare una stella del cinema, e poi principessa di un piccolo regno. Quello che le bambine sognano, quando guardano le bambole e giocano con loro ad una vita immaginaria, principessa, feste, quale vestito ti metto.
Muore a 52 anni, in quella stessa strada che ha visto l’inizio della favola, quella in cui correva con Cary Grant. Tutto si spezza, diventa improvvisamente umana, tragica la sua vita interrotta così precocemente. Ma qualcosa di magico è rimasto legato a lei, nell’immaginario collettivo. Nella cattedrale di Monaco, dove è sepolta, c’è la sua lapide per terra, vi si arriva a poco a poco, è un cammino lento per i turisti, e viene un misterioso groppo in gola, non si sa perché, un volto di angelo che ci ha accompagnato in film deliziosi, o qualcosa di diverso, misterioso, che non riusciamo a definire.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Il Piccolo Principe: un viaggio per ricordare l'essenziale

(Introduzione ad a.p.).  Il capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry è molto più di una fiaba per bambini: è una bussola per l'anima che ci invita a un esame profondo delle nostre priorità adulte. Attraverso l'incontro nel deserto, impariamo che la verità non si nasconde nei numeri o negli affari, ma nella magia dei legami e nell'onestà del cuore. Questo tributo esplora il potere della fantasia, il rito dell'amicizia e la bellezza invisibile che i grandi hanno imparato a dimenticare. L'oblio dell'infanzia e il cappello misterioso (a.p.) ▪️ I grandi sono stati bambini almeno una volta, poi lo hanno dimenticato. Così, quando vedono un disegno a forma di cappello, pensano di aver visto un cappello e non un boa che ha inghiottito l'elefante. Questa cecità adulta è il primo grande monito di Antoine De Saint-Exupéry: la perdita della capacità di vedere oltre l'apparenza, di cogliere la fantasia e la meraviglia racchiuse nelle cose più semplici. È la rinuncia al ...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Curare il basilico

di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) L’acqua è il tema ricorrente di questi Racconti. Qui,  è nutrimento delle piante, soprattutto di quelle più esili e fragili, esposte alle avversità di ogni tipo. E diventa metafora di una risorsa di altra natura: il sentimento affettuoso che alimenta i rapporti umani, li sorregge, li fa crescere dando loro persino una nuova vita. Il tema dà corpo ad un contesto, di pensieri e di sentimenti, rarefatto e suggestivo, per molti versi anche tranquillo e rassicurante.