di Marina Zinzani (Tratto da “I racconti dell’acqua”) (Commento di Angelo Perrone) (ap) Un violento nubifragio e accade l’irreparabile: il fiume esonda, invade le campagne, rovina i raccolti e rischia anche di portarsi via delle vite umane. Scene dolorose, viste più volte, e sempre uguali a se stesse, per quell’acqua sporca di melma che si forma all’improvviso, un macigno che raggruma non solo avversità naturali, ma negligenza, incuria, malapolitica. In fondo a tutto, c’è un allontanarsi tra le persone, un difetto di solidarietà e di civismo, un disinteresse in cui è facile per la natura incunearsi e agire indisturbata.
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