Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta riflessioni

C’è bisogno di cambiare: oltre l’armadio, la pulizia dell’anima ⭐

(Introduzione a Giovanna Vannini). A volte il cambiamento non passa per le grandi rivoluzioni, ma per la necessità viscerale di fare spazio. In queste righe, l’autrice ci regala un manifesto di liberazione personale: una lista della spesa dell'anima dove la "pulizia mentale" conta più di quella stagionale. Tra il bisogno di scelte istintive e quello, meno diplomatico ma più terapeutico, di un "vaffa" liberatorio, l'autrice ci ricorda che maturità non deve significare rassegnazione. Un invito a smettere i panni della "signora" a tutti i costi per tornare a camminare a passo svelto verso sé stessi. (Giovanna Vannini).  L'ingombro mentale e il bisogno di spazio C'è bisogno di cambio e non dell'armadio che peraltro ancora non ho fatto, ma di persone, situazioni, cose in programma o già programmate. C'è bisogno di pulizia mentale. Ho un tale ingombro che mi alzo già stanca. La terapia del "vaffa" e l'istinto ritrovato C...

Votare è un diritto, capire le conseguenze del proprio voto è un dovere verso la Costituzione ✍️ 🗳️

(a.p.). Il 22 e 23 marzo non saremo chiamati solo a barrare una casella, ma a decidere se e come modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un tema così denso merita uno spazio di riflessione laica, tecnica e civile. Per questo abbiamo deciso di confrontarci apertamente, analizzando le implicazioni reali di questa riforma sulla vita dei cittadini e sull'indipendenza della magistratura. Un'occasione per trasformare il dubbio in opinione consapevole. Vi aspettiamo. Ne parliamo a Pisa, in un luogo di ascolto e dialogo: • Dove: Chiesa Valdese di Pisa, Via Derna 13. • Quando: Lunedì 16 marzo, ore 18:30. • Con chi: L’Avv. Eunice Ng Pak e il Dott. Angelo Perrone (Giurista, già magistrato). ❇️ Postilla Letture per arrivare preparati all’incontro ℹ️ Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦  ℹ️ Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️

Un distacco, dal finestrino dell'ultimo vagone 🚃

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Le partenze non sembrano tali finché lo sguardo non si posa sul paesaggio che arretra. Il finestrino di un treno diventa la lente attraverso cui osservare non solo una stazione che svanisce, ma il peso specifico che i ricordi assumono solo quando il tempo ha depositato il suo velo. Un componimento sulla casualità degli istanti che, a posteriori, scopriamo essere stati decisivi. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Dal finestrino dell’ultimo vagone la stazione si allontana in maniera diversa questa volta quasi fosse l’ultima eppure nessun sentore di partenza immagini che solo col tempo assumono importanza era un mattino anticipato solo di qualche giorno finito lì per caso.

Intervenire o tacere? Il conflitto tra cuore e discrezione 🗯️

(Introduzione a Marina Zinzani).  Siamo spettatori costanti delle vite altrui: un litigio, una scelta azzardata, un segreto intravisto. In quel momento, una "vocina" interiore ci pone davanti al dilemma: intervenire per salvare o tacere per rispettare? Tra l'impulso del paciere e il valore della discrezione, non esistono ricette universali, ma solo la ricerca di un equilibrio sottile tra coraggio e saggezza. (Marina Zinzani) ▪️ Il dilemma dello spettatore Capita a tutti, almeno una volta nella vita, di assistere a qualcosa che riguarda la sfera altrui. La cosa non ci interessa direttamente, noi siamo solo spettatori, però una vocina dentro ci consiglia di intervenire, di dire o fare qualcosa. Può esserci un litigio di due persone, o una situazione difficile, o una scelta che ci appare azzardata. E allora cosa fare? Dire la nostra, per aiutare, o consigliare, o impedire uno scivolamento? Sono domande che non hanno una risposta definita. Si potrebbe dire che “dipende”. A vo...

Davanti alla TV, tra panni da stirare e sogni d’evasione 📺

(Introduzione a Marina Zinzani). Il vapore del ferro da stiro, una montagna di camicie e, sullo sfondo, l'immagine radiosa di una donna che sembra aver sconfitto il tempo. Quante volte ci siamo guardate nello specchio della TV cercando di decifrare il segreto di una bellezza che non conosce occhiaie né stanchezza? Qui, un monologo interiore che è un viaggio tra centrifughe e capelli 'fai da te'. Forse la realtà ha tutto un altro sapore. (Marina Zinzani) ▪️ Lo specchio catodico I panni da stirare, mio figlio è fuori e mio marito sonnecchia davanti alla tv. Io cerco qualche programma, mi tiene compagnia la televisione, quando stiro. Ah, ha quasi la mia età questa della tv. Ma non li dimostra. La sua immagine mi ricorda tutte le cose che non ho fatto, per salvaguardare il mio aspetto: mi sono tolta il trucco la sera? Ho fatto lunghe passeggiate, se non un po’ di corsa quasi ogni giorno? Ho curato la mia dieta? Ho letto che lei mangia molta frutta e verdura, dei grandi centrifu...

Oltre lo sguardo: l’enigma della seduzione femminile nel Novecento 🖼️

(Introduzione ad a.p.). È possibile dare una forma definitiva al desiderio? Attraverso l'opera dei giganti del Novecento, esploriamo il corpo femminile non più come semplice canone estetico, ma come territorio di scontro tra sogno, inconscio e realtà. Una riflessione che parte da un celebre percorso espositivo romano per farsi indagine universale sulla relazione tra l'io e l'altro. (a.p.) ▪️  Il dilemma della forma È immaginabile una forma per la seduzione? Questa domanda, antica e scabrosa, ha attraversato l'intero "secolo breve", spingendo l'arte a misurarsi con il corpo delle donne non più come oggetto statico, ma come campo di battaglia dei sensi. Grandi artisti, diversissimi tra loro — Modigliani e Breton, Guttuso e Picasso, Manzù e Dalì, Carrà e De Chirico, Mirò e Klimt — offrono la loro personalissima idea della seduzione: il corpo femminile come ispirazione, esempio di inquietudine personale e trasposizione di fascino artistico. Dall'idillio cl...

Il tabù della morte e il profumo dei fiori 🥀

(Introduzione a Daniela Barone). Esistono luoghi dove il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio all'essenziale. In questo racconto, Daniela Barone ci conduce tra i corridoi dell' hospice di Bolzaneto, dove la cronaca del volontariato si intreccia con il ricordo personale e la saggezza dei bambini. Una riflessione preziosa su come il confronto con il limite possa insegnarci, paradossalmente, a vivere pienamente. « La morte non è l’opposto della vita, ma parte di essa. » (Haruki Murakami) (Daniela Barone) ▪️ 2022 Tra i fiori di Bolzaneto Attraverso il giardino per raggiungere l’ hospice di Bolzaneto; è pieno di fiori che profumano l’aria, segno che la primavera è finalmente arrivata. Quasi mi dispiace di lasciare questo quadretto idilliaco, mentre salgo i gradini per raggiungere il quarto piano. L’ascensore di nuovo non funziona e sbuffo contrariata mentre tiro fuori la mascherina dalla borsetta. Suono alla porta su cui è affisso un manifesto della Fondazione Gigi Ghirotti ...

L'avvenire degli spazzacamini: riscoprire la magia tra fiaba e realtà 🧹

(a.p. - Introduzione a Cristina Podestà). Le fiabe richiamano immagini d’altri tempi, lo spazzacamino, la piccola fiammiferaia, i pastori con le loro greggi. Eppure, in un’epoca di transizione ecologica, la figura antica dello spazzacamino sta vivendo una sorprendente riscoperta professionale, evolvendosi in tecnico della sicurezza. È il simbolo perfetto di ciò che Cristina Podestà ci suggerisce: le immagini d'altri tempi — dai pastori alla piccola fiammiferaia — non sono relitti del passato, ma bussole per ritrovare fiducia e fratellanza in noi stessi e nella società di domani. Oggi, la magia di quei racconti può accompagnare una ritrovata fiducia in noi stessi e la voglia di farcela, come singoli e come società. (Cristina Podestà) ▪️ Figure d'altri tempi Le dolci parole sulle favole raccontate dai nonni al tempo di Natale hanno suscitato nel mio cuore una grande nostalgia e il malinconico e tenero ricordo di tanti tempi natalizi ormai trascorsi. Durante le giornate dell'A...

Natale e le assenze: l’arte di sopravvissuti e cercatori di bellezza

(Introduzione a Marina Zinzani) Il Natale non è solo luci e festa; è il momento dell’anno in cui il bilancio tra chi c'è e chi è andato via si fa più netto. In questo commento al pezzo di Angelo Perrone, “ Addobbi di festa, e l’emozione di quel senso di vuoto ”, Marina Zinzani esplora il tema della sopravvivenza emotiva, trasformando il vuoto delle assenze in una nuova consapevolezza per chi resta. (Marina Zinzani) ▪️ Sotto i cecchini del destino: il disorientamento delle assenze Si arriva a fine anno, e in particolare al Natale, in una dimensione che unisce la festa alla malinconia. Il ritrovarsi in famiglia, o con amici, e in sottofondo l’assenza. Anche quest’anno qualcuno ci ha lasciati, anche in modo imprevisto, non aveva l’età perché questo accadesse e niente lasciava presagire ad un’evenienza simile. Il tema dell’assenza porta la commozione e la crudeltà, il disorientamento. Ci si sente come sotto i cecchini di Sarajevo. Ci si sente sopravvissuti. Sopravvissuti a quella che p...

✨ Il tappeto: ingresso segreto nel mondo misterioso

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). L’autrice ci guida in una poesia intensa, catturando il momento di stasi e sospensione tra il dovere di muoversi e il desiderio di restare. È proprio in questa immobilità che un oggetto comune, il disegno di un tappeto, si rivela la porta d'accesso a un universo interiore e misterioso. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Non quando tutto è in ordine perché è l’ora di andare ma sempre in quel frattempo quando invece vorresti restare a fissare quel disegno del tappeto ingresso segreto del mondo sommerso veloce riassunto dell’universo.

🎄 Addobbi di festa, e l’emozione di quel senso di vuoto

(a.p.) ▪️ Il rapporto con le feste, tra euforia e malinconia Addobbi floreali e tante candele. Composizioni che rallegrano ambienti e la tavola. Dalle più classiche a quelle ispirate alla natura invernale. Materiali di tendenza, colori alla moda. Una liturgia cromatica e sonora che non ammette sfumature. Il rosso ovunque, nelle cose e nell’abbigliamento, sino all’intimo, la sensazione di qualcosa che stordisce. È un vero e proprio bombardamento sensoriale e commerciale, un'imposizione a essere felici che, paradossalmente, può generare un senso di estraneità e una pressione psicologica insopportabile. L'oscillazione di sensazioni Le strade alternano assembramenti di gente alla ricerca spasmodica di regali, prima natalizi e poi epifanici, a vuoti improvvisi, silenzi martellanti, saracinesche fragorosamente abbassate, e tristi. Questa dicotomia riflette l'oscillazione interiore: il rumore collettivo cerca di coprire, ma non riesce ad annullare, l'eco del singolo. Magari ci...

📝 A gran salita gran discesa: la fatica e la caduta dopo il successo

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti). Il proverbio di oggi: “ A gran salita gran discesa. ” La fatica che spesso accompagna il successo, ma anche la severa lezione che la superbia precede la caduta. Cosa ci riserva il futuro? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca , Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco , Tra i due litiganti il t...

🎨 Sotto la pioggia: solitudine in un caffè. Omaggio a Edward Hopper

(Introduzione ad a.p.). La pioggia fine e il calore di una tazza diventano lo scenario di una profonda e universale riflessione sull'assenza. Seduta in un caffè solitario, la protagonista attende, immersa in un'atmosfera sospesa, tipica delle tele del pittore americano Edward Hopper. Un ritratto senza tempo della solitudine urbana che invita a esplorare il delicato equilibrio tra passato, presente e il vuoto che sentiamo dentro.

🌅 Verso il tramonto: l'ultima carezza della luce

Quella luce così sfuggente, e pur calda e confortante (a.p.) ▪️ Una luce particolare a chiudere il giorno. Sul mare quieto. Tra i sassi sparsi in riva, ogni stagione più alti per contrastare le maree che rovinano la costa. Addosso alle pareti delle case poste ad ovest, sbrecciate dal vento, corrose dai sali. Intorno, nessuna frenesia di festa, pochi passanti, la maggior parte sono in città a inseguire i bagliori delle strade addobbate di allegria. 👣 L'umanità in attesa sul lungomare Una giovane coppia a passo lento, mano nella mano, la testa di lei reclinata sulla spalla del ragazzo. Un’immagine di quiete e silenzio, un piccolo rifugio contro il tempo che scorre. Una mamma che spinge il passeggino, con il suo bimbo addormentato: in quel respiro pacifico si annida la promessa di un nuovo giorno, un contrasto delicato con la fine di questo. Altri sono fermi verso il mare, in attesa che il sole raggiunga la linea dell’orizzonte e la superi. La canna di un pescatore, sollevata in cima...

Lettera di un padre alla figlia che parte

(a.p.*) ▪️ L'annuncio e i ricordi. “Papà, abbiamo intenzione di sposarci”. È la frase che ogni genitore si aspetta di sentire prima o poi, che ascolta con qualche timore, e con cui deve confrontarsi, facendo i conti con un groviglio di emozioni. La sua bambina è improvvisamente cresciuta, e lui, il genitore, non è più l’unico uomo, o donna, della sua vita, il soggetto principale intorno al quale la vita del figlio ha ruotato per tanto tempo. Pagine di letteratura, saggi, immagini di vita quotidiana, scene cinematografiche memorabili sono dedicate a questo tema eterno e sempre attuale: il figlio che lascia la casa paterna e comincia una nuova vita. E il padre e la madre, di fronte a quell’annuncio, rivedono, in sequenza, tanti passaggi della vita familiare. 🎈 Radici d'infanzia: Fregene, film e confidenze Anche a me è capitato, come a quel genitore, nel film “Il padre della sposa”, di ricordare alcuni momenti trascorsi con te, Daria: La carrozzina che ...