(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Le partenze non sembrano tali finché lo sguardo non si posa sul paesaggio che arretra. Il finestrino di un treno diventa la lente attraverso cui osservare non solo una stazione che svanisce, ma il peso specifico che i ricordi assumono solo quando il tempo ha depositato il suo velo. Un componimento sulla casualità degli istanti che, a posteriori, scopriamo essere stati decisivi.
(Maria Cristina Capitoni) ▪️
Dal finestrino dell’ultimo vagone
la stazione si allontana
in maniera diversa
questa volta
quasi fosse l’ultima
eppure nessun sentore
di partenza
immagini che solo col tempo
assumono importanza
era un mattino anticipato
solo di qualche giorno
finito lì per caso.

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