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Ode al basilico

Magica foglia, ospite discreto di felicità

di Marina Zinzani

Una casa di campagna. La pianta di basilico cresce forte e vigorosa nell’orto.
L’appartamento di città. In un vaso, una pianta di basilico cresce, assieme ad altri vasi che contengono quelli che alcuni chiamano “odori”: salvia, rosmarino, prezzemolo.
La memoria va in stanze buie ma piene di suggestioni, che a mano a mano in cui si annusa il basilico sembrano diventare colorate, illuminarsi. Perché il basilico ci ha accompagnato fino qui, ci accompagna da sempre.
Un’insalata di pomodori, le foglie verdi di questa pianta sembrano dare il tocco giusto, perfino nel colore.
Un piatto di pasta al pomodoro cosa sarebbe senza l’aggiunta del basilico?
L’uomo si affeziona alle sue abitudini, per quanto semplici: diventano una delle poche certezze nel corso degli anni. Le abitudini rassicuranti, che sprigionano piacere attraverso le suggestioni evocate da una pianta, sono una cosa lieta, consolazione e piacere.
Una casa, anche la più semplice, luogo, ritrovo di persone che mangiano insieme, che cercano attraverso rituali semplici di dire agli altri che la loro presenza è preziosa, che è bello condividere un pasto insieme: ecco che il basilico è sempre presente, con le sue magiche foglie, a suggellare un’antica forma di unione, quella unione che aiuta, se non salva, la vita. La famiglia, e non solo.
Felicità a poco prezzo, alla portata di tutti, il basilico entra in tutte le case in primavera. E’ come un ospite discreto, di quelli che non sono protagonisti, né sono così pubblicizzati da diventare una moda. Ma è un alleato prezioso, per la donna che vuole cucinare piatti semplici e buoni, per chi risolve un pasto con una caprese, e qualche foglia di basilico.
Ancorati a questi piccole, preziose, invisibili cose, rinasciamo con lui, a primavera, quando i mesi seguenti sembrano pieni di promesse e di felicità future: faremo tante cose, progettiamo viaggi, andremo al mare.
Sfioriamo un po’ con lui, verso l’autunno. La pianta sul balcone ha perso le foglie, quella nell’orto pure. Si butta via la pianta. Ci attende un lungo inverno. Certo, c’è quello in busta dei supermercati, ma la piantina che ci siamo portati a casa a marzo sembra un’altra cosa.
Onore alle cose semplici. Se ne è perso il piacere, spesso. Ma sono le migliori.

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