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La meraviglia nascosta nell'ombra

di Ivana Bagnardi
(Commento a Stefania Laurora, Solo un salto e la ragione diventa follia, Books & Company, 2015)

Stefania Laurora è una donna, una scrittrice, una mamma, una geologa, in bilico tra la ragione e la pazzia.
Da sempre in lotta contro la malattia mentale, oggi ha raggiunto un equilibrio che le ha permesso di scrivere e pubblicare questo libro denso di racconti, poesie, pensieri, riflessioni, che l'hanno accompagnata in tutto il suo percorso verso la "guarigione". La scrittura come veicolo di salvezza, ma non solo. L'autoreferenzialità tipica di chi scrive per se stesso, qua lascia il passo a una scrittura per tutti, trasversale a ogni esistenza fatta di fatica, gioie, paure, traguardi e cadute.
L'autrice racconta di sé, dei ricoveri, degli incontri con i malati mentali e del rapporto con la sua famiglia, dell'essere madre e moglie anche di fronte alla malattia. Intavola un rapporto epistolare con una psicoterapeuta che diventa oggetto d'amore e di odio. Anche i medicinali, inizialmente, appaiono nemici dello star bene, poiché offuscano i pensieri e impediscono gli slanci e i voli pindarici dell'anima pazza. Ed è proprio quando la malattia smette di essere distruttiva, dopo il ritrovato equilibrio, che l'autrice riesce a rimettere insieme i pezzi della sua vita in un libro che nasconde la meraviglia di una vita che potrebbe essere quella di ognuno di noi. Gli stili narrativi si intrecciano e rendono la lettura appassionante e intensa, senza mai perdere il contatto con la realtà. La descrizione meticolosa e quasi scientifica si mescola alla liricità più spinta, fino a darci un quadro completo e potente di cosa significhi vivere, soffrire, gioire, ma soprattutto lottare per essere felici.

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