Passa ai contenuti principali

L'innocenza, declinata in giapponese

(“Monster” di Hirokazu Kore’eda)

di Marina Zinzani

“L’innocenza” è un film del regista giapponese Hirokazu Kore’eda. È una storia delicata e crudele, che parla di un ragazzino, Minato, e del suo mondo nel Giappone di oggi. Minato ha un ottimo rapporto con la madre, la vita con lei è semplice, fatta di piccole cose quotidiane, ed è piena di calore e complicità. Il padre, morto anni prima, vive nei loro pensieri ogni giorno.
Eppure qualcosa arriva ad oscurare le loro giornate: Minato diventa strano, fa cose strane. Messo alle strette rivelerà che il suo maestro Hori è stato duro, durissimo con lui. La madre va alla scuola, vuole giustizia per suo figlio. Per lei è chiaro che i recenti comportamenti di Minato derivano dal maltrattamento subito. La preside, i vertici della scuola assieme al maestro Hori le chiedono scusa. Chiedono umilmente scusa. Ma alla madre questo non basta. Qualcuno deve pagare, perché il figlio non è più lo stesso. La madre tornerà a scuola per chiedere giustizia, tornerà più volte, trovando però sempre un muro di gomma di frasi fatte, gentili ma distanti, scuse formali che appaiono incuranti del danno subito dal figlio. D’altronde la scuola vuole chiudere in fretta questa storia, non vuole che il suo buon nome sia compromesso.
Questa è la prima parte del film, il punto di vista della madre. Il primo di tre punti di vista. Gli stessi fatti, quei comportamenti strani di Minato, saranno ripercorsi guardandoli da un’altra angolazione, da quella del maestro Hori. E qui la realtà sembra completamente diversa: il maestro non ha maltrattato nessuno, il ragazzo probabilmente è un bullo, e le sue parole accusatrici lo stanno portando alla rovina. Hori ha un’etichetta adesso, e gli altri genitori non lo vogliono più come maestro.
Ma c’è anche un terzo punto di vista, gli eventi ripercorsi dagli occhi del ragazzo. E qui la storia si apre ad uno scenario completamente diverso, non percepito da nessuno fino ad allora. Uno scenario delicato, estremamente sofferto. 
La storia, che si snoda attraverso queste tre verità, porta alla riflessione dei molteplici aspetti di una vicenda. Il punto di vista da cui la si guarda dà una connotazione: questa persona è colpevole, quest’altra è una vittima. Portando altri elementi di conoscenza, la cosa può capovolgersi. Il presunto colpevole non è tale, aveva delle ragioni per portarlo ad un comportamento ed ha agito in buona fede. Incredibile a dirsi, lui è innocente, considerando tutto. Così è la vita, le cose spesso non sono come appaiono. Una vicenda cambia, bisogna vedere da quale punto di vista la si guarda.
Esiste quindi una verità assoluta? Nel film si arriva alla verità, forse. È quella parte celata per pudore, perché racchiusa nel lato più profondo che non si riesce a comunicare agli altri, a condividere. 
Nella realtà prevalgono le maschere, i sorrisi confezionati, e mille pensieri dentro, alla ricerca continua di un senso e di parole buone.

Commenti

Post popolari in questo blog

Lettera a Elisabetta, la figlia nata due volte 🤱

(Introduzione a Daniela Barone). I legami superano le distanze, le incomprensioni e persino le separazioni forzate. In questa lettera, una madre ripercorre la storia di sua figlia Elisabetta: un viaggio fatto di ribellioni necessarie, rinascite dolorose e una ricerca incessante della propria libertà. Dalla sofferenza di un "secondo parto" emotivo alla conquista di una vita autentica, questo racconto è un inno all'amore indissolubile e alla forza di ricominciare. (Daniela Barone). Il debutto di "Pentolina" e i primi anni Eri nata una mattina soleggiata di dicembre, alla stessa ora in cui avevo dato alla luce Francesco, il tuo fratello maggiore. Quando ti avevano messa fra le mie braccia ero rimasta un po’ delusa dalle tue fattezze: mi aspettavo una bimba dai capelli biondi e radi come quelli di Francesco ma tu stranamente avevi una capigliatura castana lunga e folta che ti faceva assomigliare ad una scimmietta.  Il tuo visino era così largo che tuo padre ti aveva...

Nefertiti, regina silenziosa, e la mia voce ritrovata: il riscatto come donna 👑

(Introduzione a Daniela Barone). Gli incontri attraversano i millenni per parlarci direttamente al cuore. Durante un viaggio in Egitto, tra i colossi di pietra e il soffio del deserto, la figura di Nefertiti esce dai libri di storia per diventare lo specchio di una rinascita personale. Questo racconto è il diario di un’epifania: la scoperta che la regalità non risiede in un copricapo d’oro, ma nella forza di riprendersi la propria voce. (Daniela Barone). Sotto il sole di Luxor: l’incontro con l’eterno Nel mio ultimo viaggio in Egitto trascorsi una giornata al maestoso sito archeologico di Luxor, la Tebe dell’antichità. La guida locale che parlava italiano con un leggero accento calabrese ci aveva mostrato sotto un sole rovente i colossi di Memnone, la Valle dei Re e il tempio di Karnak. Dopo aver ammirato la mummia annerita del giovane Tutankhamon, morto a soli diciannove anni, contemplammo i mirabili dipinti che ritraevano il faraone Akhenaton.  Nella stele di confine che prende i...

Il diritto a peso: quando la tangente diventa "modica" 💊

(Introduzione ad a.p.). L’Italia sperimenta la "farmacopea del diritto". Il ministro Carlo Nordio replica alle richieste di rigore dell’Unione europea in materia ammnistrativa e propone di sdoganare la corruzione di "lieve entità", equiparando la mazzetta alla modica quantità di stupefacenti. Un’analisi sul rischio di una democrazia svenduta al dettaglio, dove la legalità si misura col bilancino e il malaffare diventa un peccato veniale. (a.p.). Mentre l’Unione Europea sollecita l’Italia ad adottare misure più incisive contro la corruzione, il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde in Parlamento con una tesi che ha il sapore del paradosso: «Non è una bestemmia parlare di modeste mazzette». Secondo il Guardasigilli, se l’ordinamento già contempla la "lieve entità" per il possesso di stupefacenti, lo stesso principio dovrebbe valere per il pretium sceleris della corruzione. La farmacopea del diritto: dosi omeopatiche di malaffare Siamo alla farmacope...

Michela, l’amore che bruciava in silenzio: una storia clandestina nata in ospedale 🏥

(Introduzione a Daniela Barone). Il ricordo di un primo amore è spesso custodito in un cassetto a doppia mandata, dove la nostalgia si mescola alla consapevolezza della maturità. La storia di Orlando e Michela non è solo il racconto di una passione nata tra le corsie di un ospedale alla fine degli anni '90, ma una riflessione profonda sul peso del tempo, sulle convenzioni sociali e sulla differenza tra l'amore clandestino e la libertà di tenersi per mano. Un viaggio emotivo che esplora il confine sottile tra l'incanto di un sogno giovanile e la realtà dell'età adulta. (Daniela Barone). L'inizio tra le corsie Era la metà di dicembre del 1999 quando io, Orlando, allora appena ventunenne, ero stato assunto come infermiere all’ospedale di C. Avevo conseguito brillantemente il diploma e non vedevo l’ora di iniziare a lavorare. I turni erano pesanti, specialmente quelli di notte ma dopotutto mi restava abbastanza tempo per il riposo e lo svago. Non uscivo con nessuna raga...

25 aprile, la Resistenza come manutenzione della democrazia 🇮🇹

(Introduzione ad a.p.). Il 25 Aprile oggi: non solo memoria, ma cantiere aperto della democrazia. In un’epoca di spinte autoritarie e riforme che minacciano gli equilibri costituzionali, la Resistenza si riscopre come forza dinamica e costruttiva: il presidio necessario per garantire diritti, dignità e giustizia a ogni cittadino. (a.p.). Un’eredità dinamica tra memoria e progetto C’è un filo rosso che lega le montagne della Val d’Ossola alle aule della Corte Costituzionale, un’eco che non si è spenta con l’ultima raffica del 1945 ma che continua a vibrare ogni volta che un "peso" cerca di schiacciare il suo "contrappeso". Oggi la cronaca ci impone di declinare questo termine nel suo significato più alto e urgente: la resistenza delle istituzioni. È necessario però liberare il termine da una concezione puramente “negativa”: la Resistenza non è solo un’attività passiva e difensiva, un semplice "no" opposto al declino, ma una posizione costruttiva e dinamica,...