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Aspettare di vivere: il Big Bang dell'anima 🕰️

Big ben di Londra in un ambiente elettrico e luminoso
(Introduzione a Giorgia Deidda). Cosa siamo prima di diventare polvere e respiro? L’autrice ci conduce nel cuore pulsante del mistero pre-natale, dove il "grumo di sangue" dialoga con l'infinito. La nascita emerge non come un approdo sereno, ma come una "luce bestiale" che interrompe la quiete assoluta, costringendo l'anima a misurarsi con il fango della terra e l'anelito verso il cobalto del cielo. Una lirica potente, che vibra tra astri, radici e il desiderio prepotente di esistere.

(Giorgia Deidda). 

Non sai cos’ero io prima di nascere,
grumo di sangue imperpetuo che respirava l’infinito
e poteva l’infinito perché
infinita potenza di grammi di nero.
E poi la luce bestiale che ha accecato
l’infinita tranquillità, l’assurdo silenzio
spazzato via come big bang
e l’esplosione che ha soffiato nel mio petto sgualcito
Io che mi contorcevo
- non sapevo nemmeno cosa volesse dire respirare
a stento -
quando amori impossibili nascono tra le tue labbra 
e aspetti di vivere come il sole che brucia
stella nana incapace di guardare in alto,
costretta a guardare il fango sopra le ginocchia. 
Passi a stento
quando si vorrebbe vivere
come i grandi astri e le montagne.
Radici a terra, ancorate al principio divino
e foglie chiomate che baciano il cobalto. 

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