(Introduzione a Maria Cristina Capitoni – Commento di a.p.). Pubblichiamo questa riflessione di una collaboratrice. Un testo che nasce in un momento di sintonia, nei giorni di intenso impegno profuso per la difesa dei valori costituzionali. È una dedica, ma anche un manifesto per chiunque cerchi la Giustizia oltre la sterile contrapposizione delle parti.
(Maria Cristina Capitoni).
Il peso dell'anima
Capitolerai rovinosamente sotto il peso di un’anima, la tua, alimentata inconsapevolmente ed involontariamente a suon di Giustizia ed imparzialità.
Ti osserverai dall’alto della sua piena coscienza ormai completamente migrata e quel che vedrai non sarà uno, ma innumerevoli piccoli ego tremanti e impauriti intenti a chiedersi dove sei finito, perché li hai abbandonati.
È lì che deciderai se tornare a mischiarti con loro, o prendere il volo, e tornare a casa.
La scelta del distacco
Seguire il gioco da sopra
con pazienza
fino alla vittoria
non delle parti
ma di chi non gioca
questa la veste nuova
che non ho indossato
prima d’ora.
***
(Commento a.p.).
La Giustizia come orizzonte superiore
Queste parole arrivano come un’eco necessaria dopo le battaglie civili che abbiamo condiviso. Spesso l'impegno per la riforma costituzionale e per il Diritto viene vissuto come uno scontro tra fazioni, un gioco di "piccoli ego" che cercano la prevaricazione.
Tuttavia, esiste un livello superiore — quello evocato da questo testo — dove la Giustizia non è una clava, ma una "piena coscienza". È il punto in cui ci si rende conto che la vera vittoria non appartiene a una parte politica, ma a chi ha il coraggio di "non giocare" secondo le vecchie regole del potere, scegliendo invece la coerenza della propria anima.
È la "veste nuova" che cerchiamo di indossare ogni giorno: quella dell'imparzialità che non è indifferenza, ma amore per la verità.

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