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Visualizzazione dei post con l'etichetta Dacia-Maraini

Il coro della Costituzione: una difesa collettiva della libertà 🎼 ⚖️ 👩‍⚖️

(a.p). Non è solo una questione di codici o di commi; ciò che stiamo difendendo è un patrimonio morale prima ancora che giuridico. Se i grandi padri costituenti — da Aldo Moro a Tina Anselmi, da Costantino Mortati a Giovanni Leone, a Piero Calamandrei, da Benedetto Croce a Luigi Einaudi — cercarono un equilibrio mirabile per salvaguardare la neonata democrazia, oggi quel testimone passa nelle mani di chi, con linguaggi diversi, ne riconosce l'estrema fragilità. ❇️ L'etica del servizio e la Giustizia degli ultimi Il cuore di questa difesa batte innanzitutto nel mondo del sociale e dello spirito. Don Luigi Ciotti e il Cardinale Matteo Zuppi ci ricordano che la magistratura non è un potere isolato, ma un servizio essenziale per gli ultimi. Per Ciotti, in particolare, l'indipendenza del giudice è l'unica garanzia che la legge non si trasformi in uno "scudo per il potere", ma resti uno strumento di dignità per chi non ha voce. ❇️ La voce della cultura: tra arte, mu...

La coscienza del NO: la libertà è una parola preziosa ✍️

(Introduzione ad a.p.) Ci sono voci che non si limitano a narrare la realtà, ma si ergono a difesa dei suoi valori più profondi. Quando l’autonomia della magistratura viene messa in discussione, la cultura non resta a guardare, ma rivendica la "bellezza" di una Costituzione che appartiene a tutti. In questo solco, la "Coscienza del NO" che è ringraziamento civile e impegno etico, attraverso le parole limpide e preziose di Dacia Maraini. (a.p.) ▪️ “Sono con voi, dalla parte della nostra bella Costituzione, per la libertà e autonomia della magistratura, così preziose per il Paese. Grazie per quello che fate” . (Dacia Maraini) L’impegno civile C’è un momento in cui le parole della cultura e quelle del diritto si fondono in un unico impegno civile. Quando una delle più grandi scrittrici del nostro tempo definisce "preziose" la libertà e l'autonomia della magistratura, non sta facendo un esercizio di stile: sta indicando dove risiede la tenuta democratica d...

Il "caso" allontana le persone

La nostra vita va incontro al suo destino, ma non ne conosciamo la trama di Cristina Podestà (Commento a Incontrarsi, di nuovo , PL, 17/12/17) Ancora una volta la nostalgia di ciò che poteva essere e non è stato coinvolge il lettore nella struggente atmosfera che si crea tra i due protagonisti: l'autogrill pulsante delle vite più diverse e variegate scompare, e la scena si sofferma solo su Anna e Giulio, come in un tempo fermato, in una foto, in un fermo immagine. Esistono solo e soltanto loro, con il profumo di un tempo, la luce di allora, proiettati indietro, sbalzati fuori in uno spazio/non spazio.