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Visualizzazione dei post con l'etichetta letteratura

Felicità senza limiti: Hemingway e la nostalgia della Parigi anni '20

(Introduzione a Marina Zinzani). Può una sola frase racchiudere il peso delle relazioni umane e il desiderio di libertà? Attraverso le pagine di "Festa mobile", Marina Zinzani ci conduce tra i bistrot di una Parigi perduta, dove la creatività cercava spazio tra i limiti imposti dal mondo e dagli altri. (Marina Zinzani). La Parigi di "Festa mobile" “Quando giungeva la primavera, anche la falsa primavera, non restava che da risolvere il problema del posto in cui sentirsi più felici. L’unica cosa che poteva rovinare una giornata era la gente e se riuscivi a evitare di prendere impegni, non c’era giorno che avesse limiti. Era sempre la gente a limitare la felicità, tolti i pochissimi buoni proprio come la primavera.” (Ernest Hemingway, “Festa mobile”). “Era sempre la gente a limitare la felicità.” È la Parigi degli anni Venti di cui Hemingway parla, quella che lui ricorda con struggente nostalgia. Si può immaginare un mondo a sé, affascinante e privilegiato, appuntament...

🎞️ Fermo immagine n. 2 / Note di lettura

🔍 Focus:  Il distacco nelle relazioni umane, tra passione e infelicità  • letteratura: il sogno di Macondo in Gabriel G. Marquez • filosofia di vita: come trovare equilibrio nella vita • Uno scatto che isola momenti e spunti apparsi sul blog, per sottrarli alla velocità della rete e restituirli alla lentezza della lettura. Pause, nel flusso degli eventi, prima di riprendere il cammino. 💔 Ti regalo la mia assenza: l’addio lacerante tra passione e diversità Laura Maria Di Forti. Un addio necessario che trasforma l’assenza in un dono estremo, esplorando il dolore di due mondi incompatibili. La fine di un amore diventa l’unico modo per preservare l'integrità di se stessi. 📖 Cent'anni di Macondo, il sogno che salva la realtà a.p. Un addio necessario che trasforma l’assenza in un dono estremo, esplorando il dolore di due mondi incompatibili. La fine di un amore diventa l’unico modo per preservare l'integrità di se stessi. ⛵ In balia delle onde: trovare rotta ed equilibrio nel ...

📖 Cent'anni di Macondo, il sogno che salva la realtà

(Introduzione ad a.p.). Macondo non è mai esistito, eppure è il luogo più reale che la letteratura ci abbia offerto. Con una prosa che fonde storia e magia, Gabriel García Márquez ha creato l'emblema universale della solitudine, della memoria e della condizione umana. Un tributo al genio di "Gabo" e all'eternità del suo capolavoro. I. Macondo: non un sogno delirante, ma l’essenza umana (ap) ▪️ Non sarebbe bastato un sogno delirante per credere che un piccolo villaggio immaginario improvvisamente potesse diventare l’emblema di una condizione umana, tra storia e fantasia. Tanti ricordano con gratitudine il suo inventore ineguagliabile, Gabriel Garcìa Márquez. Si sono riconosciuti in molti nelle allusioni ispirate ad un mondo di fantasia, eppure così concreto, come Macondo. Questo è il realismo magico nella sua forma più pura: la fusione della cronaca quotidiana e della Storia con il fantastico, accettato dai personaggi con naturalezza disarmante. Luogo esotico, lussureg...

✍️ Scrivere romanzi, non importa quale: memoria, creatività e l'identità che scrive

(Introduzione a Maria Laura Di Forti). «Il ricordo è il tessuto dell’identità», osservava Nelson Mandela, come dargli torto? Tanti aneddoti di vita ci appartengono. Laura Maria Di Forti ci invita in un viaggio nella sua memoria, dagli anni Settanta alla passione per la letteratura storica e umoristica. Sono frammenti vitali che rappresentano l’esperienza che ci ha permesso di essere quello che siamo. Già pubblicati: Come imparare le lingue senza fatica (22.6.22), Ai miei tempi (24.6.22) 🧶 Borse, cravatte e il primo lavoro riuscito (Laura Maria Di Forti) - Negli anni Settanta era gran moda tra i giovani fare le borse con delle vecchie cravatte cucite insieme e con i manici ad anello. Anche io ne avrei voluta fare una ma, diamine, dove trovare tutte quelle cravatte? Così anche per le coperte fatte con quadrati di lana lavorata all’uncinetto, al di là del fatto che nessuno mi aveva insegnato a lavorare a maglia o all’uncinetto, ci avrei messo, credo, un anno a farmi una coperta ed io, ...

Immortalità, parola di Milan Kundera

Vivere nel presente, senza lasciarsi consumare da esso: l’immortalità possibile per l’uomo di Bianca Mannu Milan Kundera non è l’unico fra i grandi scrittori contemporanei ad argomentare sul perché e sul come racconta ciò che racconta, mentre sta raccontando. Però egli lo fa con incantevole leggerezza di tocco. La stessa parola «immortalità», per la verità, non troppo sovente ripetuta, esce dall’apparente ingombro statuario, entro cui la percepiamo d’ emblée , per divenire alito di comune umanità.

Fortunati quei poeti

Torre Campatelli, San Gimignano (foto ap) Per chi scrive poesia, tempi difficili. Complicato farsi conoscere ed il web non è generoso con i poeti. Non se la cavano meglio i narratori di Davide Morelli La fortuna critica dei poeti. Chi l'avrebbe detto che Dino Campana sarebbe diventato un immortale della poesia ad esempio? E che dire di Sergio Corazzini, morto giovane, diventato un caposcuola dei crepuscolari? Ma i più sono destinati a scomparire. La gloria postuma è determinata da una concomitanza di fattori.

Tondelli, la ricerca della musicalità

Pier Vittorio Tondelli, autore di culto tra i giovani del secolo scorso. Oltre il degrado dell'esistenza e il linguaggio disinibito, la ricerca di uno spazio dove ancora poter parlare di musica, libri, arte di Davide Morelli Pier Vittorio Tondelli muore di aids nel 1991 a soli 36 anni. E’ stato scrittore prolifico e famoso, viaggiatore instancabile ed acuto osservatore delle mode e dei costumi degli anni ottanta. E’ ancora difficile fare un bilancio obiettivo sulla sua opera. Tondelli esordisce nel 1980 con “Altri libertini”, sequestrato per oscenità e poi assolto con formula ampia.

Crisi

Quando i bagliori si spengono, la città mostra le sue piaghe. Prima del sonno mai tranquillo di Bianca Mannu Come avesse dismesso i suoi falsi lustrini rivela sue piaghe la città ostenta le ferite. Dimessa - ricade sull’apatia crepuscolare del suo sabato smorzando toni e suoni

L'arte preziosa della lettura

Si legge meno e superficialmente, i giovani mostrano difficoltà ad avvicinarsi al libro: l’importanza della passione e della fantasia di Cristina Podestà (Commento a Il tempo per leggere , PL, 10/10/19) Riflettere sulla lettura è una vera e propria terapia contro l'abbrutimento dello spirito e della cultura in genere: non è che si legga soltanto poco da parte dei più, il problema è, soprattutto, che cosa si legge. C’è interesse per libri che trattano la vita dei cosiddetti influencer, oppure "opere" di gente che, improvvisamente, si dichiara scrittore.

La congiura dei poeti

Tiziano Terzani Saranno i poeti a salvarci, come auspicava Tiziano Terzani? A farci volare più in alto, rispetto alla grettezza, all’egoismo della politica e della nostra esistenza? di Laura Maria Di Forti È un mondo materialista quello in cui viviamo, dove vige una cultura fatta di falsità ed ipocrisia che ci mette davanti, come unico possibile, il desiderio per una bella macchina, una casa super tecnologica o un corpo perfetto, senza rughe e senza i segni del tempo, come se l’unico nemico da sconfiggere fosse la vecchiaia.

Come dirlo

Un amore, un’assenza, una malattia. La fascinazione dell’esistenza. Alle prese con la passione e l’ironia, il dubbio e la malinconia. di Laura Maria Di Forti Posso scherzare e portarti al riso. Conosco la forza dell’ironia e spesso uso il sarcasmo per essere incisiva. Ma so anche essere sprezzante, crudele fino a farti morire dentro, nel cuore e nell'anima. Posso trasformarmi in pugni che affondano nello stomaco e in schiaffi che ti percuotono il viso.

Poeti

La scrittura dà sollievo al lettore, ma anche i personaggi  trovano conforto nella penna degli scrittori di Marina Zinzani (Commento a Lo scrittore , PL, 12/9/19) Il poeta grida il suo dolore non c’è nessuno solo parole opportune dagli altri non vuole parole opportune il poeta non le vuole l’anima non trova pace nella sua irrequietezza il tempo gli sembra ostile la solitudine siderale

Lo scrittore

Racconti dedicati a figure moderne e antichissime. Evocano suggestioni, pongono interrogativi. Oggi, lo scrittore. Già pubblicato: L’attrice . di Laura Maria Di Forti (ap) Quante volte ad uno scrittore, o aspirante tale, è stato chiesto di spiegare perché ha iniziato a scrivere, oppure di descrivere le sue giornate di lavoro. Alla ricerca degli imperscrutabili segreti di un “mestiere“ che sorprende ed affascina. Tante risposte diverse, e differenti sollecitazioni. Mai del tutto chiare e risolutive.

Un nido di candide piume, vita avventurosa di Henriette Blondel, moglie del Manzoni

(Introduzione a Chiara Pini) - Henriette Blondel, moglie di Alessandro Manzoni: la storia di una donna, sposa e madre, accanto ad un uomo e scrittore irrequieto. Tra fantasia e ricostruzione storica, sul filo dei sentimenti e degli ideali. Recensione del Libro, Chiara Pini, Un nido di candide piume, (editore L’erudita-Giulio Perrone, Roma, 2018) Brusuglio, luglio 1821. L’armonia della famiglia Manzoni in villeggiatura in campagna viene spezzata bruscamente: Napoleone è morto.  Lo sgomento di Alessandro è tangibile, ma Henriette, moglie attenta, cerca di risollevarlo, scoprendo via via i segreti di famiglia: davanti ai suoi occhi si rivelano le vicende di affetti disordinati e antiche relazioni spezzate dall’incomprensione e dall’assenza di valori condivisi. È in questo caos che la giovane assiste silenziosa alla genesi del   Cinque Maggio : grazie alla sua sensibilità, riesce a trasformare la disperazione del marito in febbrile spinta creativa, lasciando che, attrav...

La fretta, serve davvero?

Tutto ci spinge ad essere frenetici: riesce difficile capire l’importanza di fermarsi. Per leggere un libro di Cristina Podestà  (Commento a Il ballo di San Vito , PL, 23/1/18) Il ballo di san Vito lo balliamo davvero ogni giorno. Il tempo è una dimensione della continuità di eventi in successione e, forse, passato presente e futuro sono, come diceva Albert Einstein, "una illusione ostinatamente persistente".

Conoscersi: anche per comprendersi di più

Mia bella signora

Una maestra, a colloquio con il maestro, una sera di settembre di Paolo Brondi Ieri, 20 settembre 1979, ho incontrato Giuseppe Prezzolini. Che emozione! Ci ha ricevuto nel suo studio, tutto aperto sullo splendore del monte Bré. Mio marito cura gli interessi bancari di molte persone e anche di Prezzolini. Lui se ne stava seduto in poltrona, con il timbro di voce sempre vivo, modulato in toni ora più metallici, ora più fini, più pacati.

Quale donna? E’ “indifferente"

Marcel Proust: l’ambiguità dei sentimenti, la strana attrazione per ciò che la vita nasconde di Paolo Brondi L'Indifférent è il titolo di una novella scritta da Marcel Proust, probabilmente nel 1893, all'età di ventidue anni. Pubblicata nel 1896, poi trascurata e dimenticata dallo stesso autore, venne riscoperta dallo studioso Philip Kolbe che la ripubblicò, con stesso titolo, da Gallimard, nel 1978.

Il buono che è in noi

Rimorsi, vergogna, incubi: espressioni diverse del senso di colpa. Da contrastare, per non essere sopraffatti di Sonia Scarpante (Tratto dal contributo inserito nel libro Medicina narrativa , a cura di Marilena Bongiovanni e Pina Travagliante, Angeli editore, 2017) Non sai realmente cosa ti è capitato, provi un senso di vergogna, ti senti sporca, senti l’odore di quella persona, il respiro, continui a lavarti le parti intime sperando di svegliarti da quell’incubo, ma non è così, anzi, ti senti colpevole perché pensi che la colpa di tutto ciò sia tua.

Uno sguardo, oltre le finestre di casa

La casa (restaurata) di “Silvia”: una prospettiva inedita per il canto libero di Giacomo Leopardi (ap) Le finestre del palazzo di famiglia affacciavano proprio su quella casa, adibita a scuderie, posta in una piccola piazza di paese, nella quiete delle colline marchigiane, a pochi chilometri dalla Riviera del Conero e non lontano dai Monti sibillini.  Lì, nella casa di fronte, a pochi passi, abitava Teresa Fattorini, la giovane figlia del cocchiere, che vi trascorreva le giornate intenta a lavori di cucito e alla tessitura di stoffe pregiate, e morì di tubercolosi a soli ventun anni.