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25 aprile 2022 - Il coraggio della Resistenza contro le nuove paure


(Angelo Perrone) Quest’anno il 25 aprile non è solo una ricorrenza che si presti a celebrazioni di rito.
Oggi quella data è resa drammatica dall’aggressione russa verso l’Ucraina: si manifesta una correlazione inquietante tra la fase storica di 77 anni fa e quanto accade alle porte di casa in Europa.
Non a caso si torna a parlare di “resistenza” per descrivere la lotta degli ucraini contro gli invasori. E spicca l’analogia tra le popolazioni di allora e quelle di oggi, entrambe vittime delle mire espansioniste ed oppressive delle dittature.
C’è una sovrapposizione di situazioni che riporta indietro l’orologio della Storia e nello stesso tempo ci proietta in un mondo di paure e angosce, quelle che le generazioni precedenti hanno provato sulla loro pelle, e che noi credevamo superate per sempre. Purtroppo non è così, e il mondo è davvero nuovamente in pericolo. 
La tragedia che si consuma in Ucraina fa risuonare dentro di noi preoccupazioni antiche e persino ancestrali, che, nella speranza della rinascita e soprattutto nei decenni pace, apparivano ormai definitivamente accantonate.
L’allarme risuona forte, la minaccia atomica prospettata da Putin con leggerezza sconsiderata, fa crollare le sicurezze coltivate in questo tempo, ci chiediamo cosa ci aspetti e non scorgiamo nulla di rassicurante. 
Le immagini che ci giungono dal campo di battaglia ritraggono un’umanità offesa e oltraggiata, nella carne e nell’animo. Uomini, donne, bambini, che hanno perso la dignità, il luogo della memoria, la vita stessa. 
Le paure che avvertiamo riguardano la sfera pubblica, la condizione di cittadini di un’Europa che scorgiamo fragile ed esposta ai venti più pericolosi. Ma è dentro ciascuno di noi che qualcosa si è rotto, riportandoci singolarmente indietro nel tempo, a quando abbiamo provato le nostre prime paure.
Però la Storia è stata riscritta quando si è diffusa l’esortazione che ha sorpreso il mondo: «Non abbiate paura». È curioso che oggi, tra i tanti preoccupati per sé stessi e titubanti sul da farsi, pochi ripetano quelle parole di speranza contro ogni speranza, le uniche capaci di smuovere e sovvertire il mondo senza usare la forza.
Eppure è proprio questo di cui oggi avremmo un terribile bisogno, la non-paura, la forza autentica di ogni «resistenza» al sopruso, alla brutalità, all’inganno. La stessa di 77 anni fa, la medesima di oggi in Ucraina. Non è saccenteria, né avventatezza, solo la serena coscienza di stare al proprio posto.
La “resistenza” in ogni epoca trae forza dal coraggio di vincere le paure.

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