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I baci di Jacques Perrin

La vita semplice del Nuovo Cinema Paradiso

di Marina Zinzani

Ci sono dei film che rimangono nella memoria collettiva, uno di questi è certamente “Nuovo cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore. E la scena che più rimane nella mente, come una cosa dolce, delicata, struggente, è la scena finale dei baci. Il protagonista, Salvatore, torna al suo paese e rivede la sequenza dei baci che il suo amico proiezionista doveva censurare, sequenze lasciate solo a lui.
Lo sguardo, gli occhi commossi di Jacques Perrin, l’apparente sotto tono di una scena mentre sullo schermo esplodono i baci censurati, hanno regalato emozioni a molti, hanno fatto il successo del film.
Sembra un ricordo lontano, lo è. Sembra lontanissimo, anzi. Ci si commuoveva per una scena piena di pathos, di qualcosa di indecifrabile ma che in qualche modo riuscivamo a percepire, almeno a livello inconscio.
Il senso di qualcosa che si perde, il passato e le sue bellezze, lo spaesamento del presente, le persone che se ne vanno, e quello che ci lasciano che diventa dolce ricordo, affanno, tristezza, il non riuscire a vivere pienamente i momenti con chi si ama, con chi ci ama, l’andare veloce, verso niente di rilevante in fondo.
E poi accorgersi che alla fine della strada ci si sente soli, la capacità di emozionarci per una sequenza di baci, a ricordarci di quando l’amore che si viveva sullo schermo era sì finto, ma faceva sognare, e questa sensazione di sogno era reale.
Jacques Perrin lo ricordiamo soprattutto per quella scena, nonostante la sua carriera lunghissima. L’abbiamo amato, abbiamo intravisto il luccichio delle lacrime mentre guardava lo schermo, in un misto di nostalgia, di sorriso, di stupore. Ci ha regalato una delle pagine più belle e toccanti del cinema, e di questo gli siamo grati.
È stato un piccolo grande regalo, allora. Le emozioni oggi appaiono di ben altro tipo. Si rimpiangono i baci censurati, gli amori del cinema, la vita semplice. La vita semplice. Un bel film, e la capacità ancora di sognare.

Commenti

  1. Verissimo: La sensazione di sogno era reale. E rimpiangere la capacità ancora di sognare.
    Un dono bellissimo da parte del cinema per tutti noi.

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