Passa ai contenuti principali

“Mattina” di Giuseppe Ungaretti: lo splendore di un’illuminazione universale 🌅

Una donna si affaccia da un'apertura su mura antiche verso la pianura sconfinata all'alba
(Introduzione a Giuseppe Ungaretti – Commento di Liana Monti). Due sole parole per racchiudere l’infinito. In questo spazio esploriamo la potenza di “Mattina”, il componimento che ha segnato la storia della letteratura del Novecento, trasformando un istante di luce in un’esperienza mistica che travalica i confini tra l’uomo e l’universo.

(Giuseppe Ungaretti, Mattina).

Mi illumino
d’immenso

(Liana Monti).

Una perla oltre il tempo

Una poesia che è una perla di inestimabile valore, che supera le barriere del tempo. Quante parole possono essere scritte per spiegare la moltitudine di significati, di emozioni e immagini che suscitano queste parole apparentemente semplici, ma che racchiudono un intero mondo sconfinato.
Quante immagini affiorano ogni volta che le si leggono, si pronunciano o semplicemente si sussurrano quasi per non turbare la vibrazione sublime che ne scaturisce.

Il vento dello spirito e il portale dell’estasi

Questi versi agiscono come parole al vento, il vento dello spirito che avvolge e travolge, cattura, proietta e rinnova.
Potrebbe essere come una chiave segreta o, in un mondo fantastico, un portale che permette di oltrepassare la soglia che separa il livello del piano quotidiano e scontato da quello di energia allo stato puro. Un ascensore verso stadi dimensionali superiori o paralleli.

Un mantra per l’illuminazione interiore

Quante volte serve rileggere questi versi, senza interruzione e con la mente aperta, per attivare il motore dell’estasi, proprio come fosse un mantra che si pronuncia durante la meditazione per accedere a stati d’animo superiori e inaccessibili con metodi materiali, ma solo sul piano spirituale. Illuminarsi è luce, splendore, bagliore, e raggiungere l’illuminazione tanto ambita e ricercata dagli orientali.

L’abbraccio tra l’animo e l’infinito

L’immenso è l’animo che si apre all’infinito o l’infinito che si apre all’animo, a quel punto non fa più differenza. Qualcosa di talmente grande che le parole sono troppo limitate per poter riuscire a descrivere. E allora non resta che arrendersi alla potenza di questo incredibile messaggio che Ungaretti ci ha donato come tesoro prezioso e possiamo solo esserne riconoscenti.

Commenti

Post popolari in questo blog

In cerca della luce, se l’amore è un fiume in piena 💧

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). L’amore può diventare un sentimento viscerale e torbido. Se smette di essere un rifugio e diventa un fiume in piena da cui salvarsi, la vera forza non sta nell'evitare il dolore, ma nell'attraversarlo a occhi aperti. Solo guardando in faccia la propria "nube oscura" alla luce della realtà, la paura perde finalmente il suo potere. (Maria Cristina Capitoni).  È un amore che non placa finzione che pare vera  acqua torbida  di fiume in piena l’inganno  che non ti lascia andare  attraversare il dolore  ad occhi aperti  guardando attorno  la nube oscura  con la luce del giorno  non fa più paura.

Lo spettacolo del dolore: se la tragedia fa audience (ma ferisce) 📣 📺

(Introduzione a Daniela Barone). Il trauma collettivo di Vermicino scosse profondamente il paese, ma ha anche segnato un punto di svolta nella comunicazione pubblica. Oggi la “TV del dolore” domina il panorama mediatico, trasformando la sofferenza privata in un prodotto di consumo. L'autrice analizza questa evoluzione, mostrando come il dolore sia strumentalizzato in un carosello mediatico che sacrifica l'empatia sull'altare dell'audience e del voyeurismo. Si dimentica che il vero dolore, per sua natura, richiede silenzio.  (Daniela Barone). L'archetipo del dolore mediatico: Vermicino 1981 Era il 10 giugno 1981, una giornata soleggiata in cui io e mio marito organizzammo una gita al mare. All’epoca eravamo sposati da tre anni e non avevamo ancora bambini. Appena tornati a casa abbronzati e accaldati avevamo acceso la televisione per guardare il telegiornale. Con sgomento avevamo appreso che un bambino di sei anni era caduto in un pozzo a Vermicino, una località non ...

Émilie e il suo diario: una storia di bullismo scolastico 📖

(Introduzione a Marina Zinzani). La storia è quella di Émilie, una studentessa di 17 anni di Lille (Francia), che si è tolta la vita a cavallo tra il 2015 e il 2016 dopo aver subito insulti, sputi e violenze quotidiane a scuola. I suoi genitori decisero di pubblicare i file del suo diario segreto (prima sui quotidiani La Voix du Nord e Libération) per rompere il muro del silenzio e sensibilizzare il mondo sulla piaga del bullismo. L’autrice ricorda qui il dramma di quella ragazza. (Marina Zinzani). Un grido di resistenza dal fronte quotidiano «A chi subisce la vita. A chi lotta. Resistete. Battetevi. Alla fine ce la caveremo». È l’inizio di un diario. Non un diario di un soldato al fronte. Non le pagine di un malato con una malattia da cui forse non ne uscirà vivo. Non le parole di chi ha perduto un affetto, ogni cosa materiale, tutto. Eppure siamo al fronte. Quello quotidiano, quello che non si pensa minimamente possa diventare un fronte, con parole e gesta e violenze e soprusi che so...

La Porta che fa spavento: come cambiano le nostre paure con gli anni 🌃

(Introduzione a Daniela Barone). Il pensiero della fine è un compagno silenzioso che muta forma con il passare degli anni: dallo smarrimento infantile davanti al buio, alla consapevolezza malinconica dell'età matura. Attraverso il filtro dei ricordi familiari, il confronto tra le visioni dell'arte fiamminga e l'abbraccio colorato della pittura viennese, l'autrice ci conduce in una meditazione sospesa tra la paura del distacco e la speranza di un approdo luminoso.  (Daniela Barone). Il sonno e la "piccola morte": ricordi d'infanzia Sdraiata a letto recito le preghiere della notte sperando di non addormentarmi prima della fine delle orazioni. Non ho avuto mai difficoltà a prendere sonno in vita mia, proprio come papà che in un baleno piombava fra le braccia di Morfeo. «Beato te, Nino. Nulla ti sfiora. Appoggi la testa sul cuscino e già dormi» si lamentava la mamma che soffriva d’insonnia. Lui replicava filosoficamente che rimanere sveglio non avrebbe certo r...

Alpini a Genova, tra identità, memoria e il tempo che cambia 🪶

(Introduzione a Daniela Barone). Genova, la città "Superba" distesa fra mare e monti, ha vissuto l'invasione pacifica di 400.000 Penne Nere. Fra strade chiuse, cori notturni e il tipico "mugugno" ligure, emerge un ritratto umano fatto di contrasti: dai pregiudizi di chi vede solo il caos, al ricordo dei valori di sacrificio e dedizione che il cappello alpino porta con sé. Un racconto che attraversa i decenni, dal servizio militare sulle Alpi Carniche alle sfide del presente. (Daniela Barone).  L'invasione pacifica e il "mugugno" genovese La 97ª Adunanza Nazionale degli Alpini, svoltasi dall’8 al 10 maggio nella mia città, ha sollevato un dibattito acceso su un tema ricorrente: la difficile convivenza tra grandi eventi e le fragilità strutturali di Genova. L’invasione pacifica di 400.000 Penne Nere ha destato una comprensibile preoccupazione. Genova si scontra da decenni con problemi di viabilità, parcheggi, microcriminalità e degrado, oltre che con...