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Bambini innocenti: l'affetto incontrato per caso e la lezione di Alex oltre il pregiudizio 🍋

In campagna vicino ad un casolare un anziano tiene stretto un bambino, circondato da una pianta di limoni
(Introduzione a Cristina Podestà). Un'avventura estiva tra i profumi della macchia mediterranea si trasforma in una lezione di vita. Attraverso la voce di Alex, il racconto ci interroga sul confine tra protezione e libertà, ma soprattutto ci ricorda come l'innocenza dei bambini sappia guardare oltre l'apparenza, abbattendo i muri del pregiudizio per riscoprire l'umanità universale.

(Cristina Podestà).

La libertà nel profumo dei limoni

Il profumo dei limoni aveva segnato la vita di Alex fin dalla nascita. La limonaia dei nonni era immensa, quasi più grande dell’uliveto. La mamma non voleva che lui si spingesse da solo troppo lontano, mentre il padre la riprendeva per queste sue apprensioni ingiustificate. Esiste una linea che ogni genitore traccia, diversa per ogni persona ed è quella che separa la giusta dose di libertà da dare al figlio dal timore che corra pericoli. 

L'incidente nel terreno incolto

Alex quando era con i nonni correva sotto le piante di limoni, in piena estate, respirando a pieni polmoni odore di basilico, menta e rosmarino. Inebriato arrivava al confine con un terreno incolto e abbandonato, pericoloso pure perché vi bivaccavano spesso persone spostate, drogati, e  la notte era frequentato da cinghiali, lupi ed altri animali selvatici. 
Nella sua corsa verso la libertà, Alex talora si trovava troppo avanti; il cuore cominciava a pulsare forte nelle orecchie e immediatamente il bambino tornava indietro con un po’ di ansia e preoccupazione. Quando poi da lontano intravedeva la casa dei nonni, subito allentava il passo e si confortava, rilassandosi. 
Un giorno di sole accecante il bimbo non fece caso al percorso fatto. Correndo nella luce dietro il suo aereo col filo, si ritrovò quasi in fondo quando il piede infilò una buca profonda. Il dolore improvviso e inaspettato gli fece tirare un urlo fortissimo. E cadde. Rovinosamente, terribilmente, dolorosamente come un sacco. 
La fitta arrivò fino al cervello; gli occhi si riempirono di lacrimoni e Alex cominciò a piangere invocando la mamma. Ma era al lavoro e lui in consegna ai nonni che, a quell’ora, facevano un pisolino.

Un incontro inaspettato

Passò del tempo. Quanto? Due ore, forse più. Il bimbo sudato, impolverato, dolorante aveva sete e quasi non più fiato, il sole lo accecava e gli faceva male la testa. Si rannicchiò sentendo arrivare il sonno. Ma appena chiuse gli occhi, una mano lo toccò. Spaventato e agitato vide sopra di sé un volto sdentato, brutto e sporco. Tentò di alzarsi ma il piede non reggeva e allora gridò.
L’uomo, un clochard, gli fece cenno di non temere e gli offrì una bottiglia di acqua per rinfrescarsi. Alex cominciò a fidarsi e bevve avidamente. L’uomo non parlava italiano ma, a cenni, gli fece capire che lo avrebbe preso in braccio e portato a casa. Il bimbo tendeva a opporsi ma, alla fine, cedette e si fece prendere.

Oltre il pregiudizio

La nonna lo cercava da un po’, inquieta e preoccupata. Non aveva detto al marito che Alex non rispondeva alle sue chiamate. Decise di inoltrarsi nella limonaia quando vide da lontano l’uomo col bimbo in braccio. Fremendo e tremando di paura chiamò il marito. Ma ben presto entrambi compresero ciò che era accaduto. 
L’uomo lasciò vicino casa il bambino che dischiuse gli occhi dopo averli tenuti socchiusi per la eccessiva luminosità. La nonna corse verso Alex che spiegò tutto e fu portato in ospedale.
Al ritorno tutto euforico raccontava la sua avventura con animo di eroe. All’arrivo dei genitori il bambino, dopo avere dato le spiegazioni necessarie, disse a tutti: “Mi ha salvato uno degli uomini di cui voi avete tanta paura. 
Non era italiano, ma il suo cuore era come il nostro, mi ha tenuto stretto, abbracciandomi e facendomi sentire al sicuro. Prometti mamma che, quando sarò guarito, mi porterai a cercarlo per poterlo ringraziare. Io credo che lui mi voglia bene e io ne voglio a lui”.
L’innocenza supera ogni pregiudizio, ogni ostacolo, ogni cattiveria. 

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