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L'inganno di Philip Roth: perché la sua "Pastorale" ignora i sommersi 🇺🇸

(Introduzione a Bianca Mannu). Un’ennesima recensione su Pastorale americana, il romanzo più famoso del maggior autore contemporaneo americano? Non proprio. Piuttosto, una riflessione che investe la struttura narrativa dell’opera, la costruzione dei personaggi e le tesi sottese, ma che poi si estende al carattere stesso della società americana del ‘900. Il lavoro di Philip Roth, osserva Bianca Mannu, non sembra all’altezza dell’ambizione di interpretare le più vistose contraddizioni del suo tempo. Non sarebbe riuscito l’intento di dare voce a tutta la varietà delle componenti sociali: sia a coloro che sono emersi, sia a tutti gli altri, travolti dai mille ingranaggi di un mondo selettivo. In una parola, per dirla con Primo Levi, “i sommersi”, non solo “i salvati”. Un punto di vista crudo, dissacrante, forse dettato da una prospettiva ideologica assunta come esclusiva chiave di lettura, ma che ha il merito di voler scavare a fondo in un’opera per evidenziarne i limiti oltre il visibile....

Philip Roth, scrittore realistico e visionario

Perché scrivere? (Einaudi, 2018) raccoglie saggi, interviste, riflessioni dello scrittore americano contemporaneo più stimato e premiato.  Un’originale lettura di sé da parte dello stesso autore: Philip Roth è scrittore insieme realistico e visionario (ap *) Difficile mettersi davvero a nudo, per uno scrittore, ma ci si può provare. Quando si tratta poi di Philip Roth , il più noto e premiato scrittore americano (anche se non ha vinto il Nobel), il compito sembra immane se non fosse che proprio lui ha dato un contributo prezioso con Perché scrivere? , una raccolta di testi scritti tra il 1960 e il 2013, ora uscita in Italia con Einaudi (2018), dopo la pubblicazione negli Stati Uniti, l’anno precedente, con l’analogo titolo Why write?