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Stelle, desideri ed altri miraggi

di Laura Bonfigli 
(A proposito di Sapore di Stelle, P. Brondi, PL, 4/5/16)

Volgere lo sguardo al cielo, aggirarsi smarriti alla ricerca della via perduta, tra le stelle lucentissime: è la condizione del desiderio, che accomuna tutti i desiderantes, ovvero coloro che aspettano sotto il cielo in qualche parte del mondo. Nel De bello gallico, come sottolinea acutamente Massimo Recalcati (Ritratti del desiderio, Raffaello Cortina Editore, 2012), desiderantes sono per l'appunto i soldati di Cesare che aspettano sotto le stelle i compagni che non sono tornati al campo.
Il desiderio, del resto, ha la stessa etimologia di sidera, stelle. Il de-siderio indica proprio l'impossibilità di seguire il percorso da loro indicato: da qui la condizione di smarrimento, di disorientamento o, come nel caso di Paolo Brondi, di nostalgia per "voci e verità ancora oggi estremamente predittivi e consolanti " che popolavano il cielo degli antichi.
Ma se le voci di ieri, attraverso le figure mitologiche di Adrastea, Moira, Ananke, Dike, Nemesi, Erinni, vegliavano, perché  “niente e nessuno eccedesse la misura ", le voci di oggi, affievolite, se non del tutto spente, non rispondono più al richiamo perché tornino a vegliare sul mondo degli uomini, garantendo, con la loro presenza, una condizione diffusa di Giustizia, Pudore, Armonia ma soprattutto di Misura. Pertanto queste immagini possono essere colte solo dallo sguardo dei rari desiderantes che, come nel caso del nostro autore, le insegue con la mente e le intravede in cielo, ora come un'ombra furtiva, ora come un raro miraggio, capace di svelare, sia pure per un attimo, la sola verità che è data conoscere ad essere umano, ovvero la coscienza di sé e del proprio agire nel mondo: verità sicuramente remota, ma mai definitivamente perduta.

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