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Roberto Bicocchi e il Covid

A cucinare si imparano tante cose


di Marina Zinzani

Una notizia triste. Di quelle che fanno male, che rendono spaesati. Se n’è andato Roberto Bicocchi, il papà di Stefano, in arte Vito. Di coronavirus, un altro che muore, in questo incubo collettivo.
Ci eravamo abituati a vederlo sul canale Gambero Rosso, in cucina con Vito, a fare le ricette emiliane, con sua moglie sempre presente. Una bella famiglia. Tanto amore. E quell’amore veniva messo nel preparare quei piatti da mangiare la domenica, in una semplicità quasi perduta, preziosa. C’era anche il nipote di Vito nell’allegra combriccola che allietava le serate, e il preparare il cibo diventava ricordo, vita vera, e il conservare la memoria di un tempo attraverso le ricette tradizionali.
Roberto cucinava con passione, coltivando i sapori di una volta e dei valori semplici, come cucinare per qualcuno, la cura che si ripone nella preparazione di un pranzo, sinonimo di attenzione e di amore per chi siederà a quella tavola. Evocava un mondo lontano, che si sta perdendo. Ben lontano dai fast food, dai cibi di tendenza. La conservazione della memoria attraverso il cibo. 
E soprattutto è stato così bello, positivo, vedere un gruppo di persone che ci ha fatto sorridere, non solo guardare ricette. La televisione è piena di trasmissioni sulla cucina. Ma Roberto Bicocchi ci ha regalato un mondo diverso. Nella sua umanità lo abbiamo sentito una presenza familiare, come un padre pieno di cura e attenzione nelle cose che fa, una figura calda e amorevole.  Ci mancherà.

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