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Fiato e parola

Paradosso, non solo dilemma: prima l’anima o il corpo? Il rapporto tra l’umano e il materiale di Bianca Mannu Sei il prodotto di una razionalità divina, dunque nasci come anima che governa il corpo, oppure è il tuo corpo, mediante i meccanismi della sensorialità e le esperienze, a rendere possibile in te un’immagine di mondo animato? La mente, il linguaggio umano, organizzano il mondo e lo governano, in alternativa ha ragione il materialista quando rileva il contenuto mitologico di una simile pretesa.   Se pronunci il nome d’una cosa, la cosa stessa passa per la tua bocca. Il materialista immagina la compenetrazione dell’umano col naturale. Ma se i linguaggi retroagiscono sugli accadimenti, dandone una spiegazione, non si può più concepire l’unilateralità del rapporto anima-corpo (nota dell’autore). Un fiato. Neanche Solo un’emissione che si vorrebbe grido

Allo specchio

Tra tutti i movimenti corporei, la grafia è quella che dà maggiori informazioni sulle emozioni del soggetto di Paolo Brondi I gesti del “corpo” possono far pervenire a significati mancanti più che le parole, specie quando lo scambio verbale è reso impossibile o dall’intensità dell’angoscia o in presenza di meccanismi difensivi. Il corpo si prolunga, attraverso l’ampiezza dei suoi movimenti; o, nell’attualità, per opera di strumenti che gli conferiscono un enorme potere (o l‘illusione del potere.) come l’automobile, il computer, i media in genere.

Il corpo? Quasi un'astrazione

Persino nel pensiero giuridico, che dovrebbe essere più attento alla concretezza del soggetto,  si assiste ad una rappresentazione del corpo svincolata dalla sua specificità individuale di Paolo Brondi “La fine del XX secolo segna la svolta, per il pensiero giuridico, di scoprire il corpo, mentre il sistema di pensiero in cui si muoveva, era stato costruito duemila anni prima, perché non se ne parlasse e perché il giurista abbandonando la sacralità di questa cosa al prete e la sua trivialità al medico, potesse ricostruire un'umanità popolata di persone, ovvero di creature giuridiche, cioè create dal giurista", così osservava il grande antropologo Luis Dumont (Homo Hierarchicus. Il sistema delle caste e le sue implicazioni , Milano Adelphi, 1991).