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Stranieri nella notte, la magia di Frank Sinatra

di Laura Maria Di Forti
(Introduzione di Angelo Perrone)

(Angelo Perrone) Era come girare a vuoto nel buio della notte. Ecco, era proprio così.  Lo sgomento dava quell’impressione, di sentirsi in uno strano mondo. Quello di sempre ma non del tutto, improvvisamente diverso. Oscuro e più pericoloso.
Qualche ragione sconosciuta lo rendeva minaccioso, e nessuno sapeva spiegarne il perché. Forse la colpa era solo delle tenebre, erano queste a liberare i mostri e a metterci alla prova. Ce ne tenevamo lontani finché la stanchezza non aveva la meglio.
Eppure, a cambiare tutto bastavano quelle note. Parlavano sì di solitudine e sperdimento, ma anche di sguardi, di sorrisi, di occhi balenanti nel buio. Facevano sentire altro, erano uno squarcio senza ferite. Merito della voce, dei pensieri liberatori. Chissà quel piccolo miracolo dov’era nascosto prima.
Raccogliamo qui alcuni pensieri, suggeriti a Laura Maria Di Forti da pezzi celeberrimi della musica contemporanea. Dopo L’uomo che amo di Gershwin, Gelosia di F. Mercury, La musica è finita di Bindi, Nisa, Califano, Quel che resta dei nostri amori di C. Trenet, ecco Strangers in the night di Kaempfert, Singleton, Snyder

(Strangers in the night di Bert Kaempfert, Charles Singleton, Eddie Snyder)

La notte era appena cominciata e alcune folate di vento facevano sollevare da terra brandelli di vecchie locandine strappate forse da qualche dispettoso passante.
Ti ho vista venire sulla strada, sembravi procedere sicura e temeraria verso di me come un soldato verso la sua meta, ma stavi soltanto cercando un taxi per tornare a casa. Ho sorriso pensando quanto fosse grande il mio insensato desiderio di fermarti, prenderti una mano e ballare un valzer, lento e romantico, o un tango, forte e appassionato.
Stranieri nella notte. Non ci conoscevamo ancora, eravamo due solitarie anime alla ricerca di un porto sicuro. Ma a me non sei sembrata un’ignota passante, a me tu sei apparsa come la stella da seguire. 
Stranieri nella notte, certo, eppure io avevo già visto il tuo volto, il tuo incedere elegante, la linea della tua bocca. Li avevo visti nei miei sogni, nel desiderio di uomo che cerca l’amore.
Oh, sì, è stato amore a prima vista. I nostri occhi si sono incrociati e il miracolo è avvenuto. Una magia nell’aria, quella notte, una malia, l’incantesimo di una fata buona che ha unito i nostri destini.

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