Passa ai contenuti principali

Italia, una democrazia eccentrica

La modernizzazione bloccata: manca la competizione tra forze alternative

Recensione a: Giovanni Orsina, Una democrazia eccentrica. Partitocrazia, antifascismo, antipolitica, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 2022


(Angelo Perrone) Che cosa sta succedendo nel profondo della società italiana? Attraversata da pulsioni individualistiche, fa fatica a riconoscere le ragioni dello stare insieme, a trovare il modo di riformare il sistema, soprattutto a migliorare la democrazia parlamentare. La delegittimazione diffusa del sistema politico rende difficile affrontare una discussione. È difficile risalire la china dello scetticismo.
Non ha successo discorrere della mancanza di “buona politica”, troppo vasta l’area della sfiducia. Il “malato” è il nostro Paese alle prese con il governo di sé stesso. Lo si è visto di fronte nelle emergenze della pandemia e dell’invasione dell’Ucraina. 
La malattia è ugualmente nota: disfunzioni strutturali, disaffezione popolare, inefficacia delle soluzioni. Il dibattito però è fermo. Manca una visione generale, e disinteressata. Tanto meno c’è chiarezza sui rimedi, si oscilla, e nessuna ipotesi ha il credito per motivare il recupero di credibilità.  Non si sa bene in quale direzione valga la pena procedere. 
A diradare la foschia, ci prova lo storico e politologo Giovanni Orsina, Direttore della Luiss School of Government, con Una democrazia eccentrica. Partitocrazia, antifascismo, antipolitica (Rubbettino 2022), che indica una chiave di lettura.
Lo sforzo è quello di ripercorrere il tratto più recente della storia italiana, permeato da spinte populiste e antisistema dopo la crisi della prima Repubblica in conseguenza di “Tangentopoli” e “Mani pulite”. Senza tuttavia trascurare le connessioni con il periodo precedente, che si caratterizzò per il processo post bellico di modernizzazione del paese e la crescita industriale piena di speranze.
C’è però un filo rosso che, nella contraddittorietà degli eventi, lega gli anni del dopo guerra all’attualità, partendo dalla ricostruzione del paese e giungendo all’odierno immobilismo istituzionale. E ciò, nonostante le meritorie sollecitazioni politiche che non sono mancate, si pensi alla “questione morale”, sollevata da Berlinguer, e ai progetti di “grande riforma” perseguiti da Craxi.
Tuttavia le stragi mafiose e la scomparsa di figure come Falcone e Borsellino integrarono un attacco allo Stato, determinarono un oggettivo rallentamento nel contrasto alla corruzione politica.
Con un approccio così ricco di spunti, risulta alla fine impossibile inquadrare il caso Italia fuori dalle dinamiche del mondo occidentale. Da qui nasce la suggestiva idea che attraversa il saggio: la collocazione “eccentrica” del nostro Paese all’interno delle vicende che hanno interessato l’Occidente, ma anche la politica mondiale e gli equilibri tra le grandi potenze.
L’eccentricità dunque intesa come posizionamento “marginale” sul piano territoriale o degli eventi storici, soprattutto come collocazione “divergente” rispetto alle coordinate della democrazia liberale, per come essa si è strutturata nel nord Europa e nell’America settentrionale. 
Il nodo del rapporto con la modernità, europea e occidentale, è dunque centrale, e se ne vedono le conseguenze nella politica odierna. Domina il sentimento di incompiutezza verso la propria storia – persino la percezione di un Paese “sbagliato” che alimenta l’ostilità nei confronti del “politico”.
Al paradigma di un Paese che non viaggia nel senso giusto si reagisce con la tentazione di additare vie alternative, scovando improbabili lati positivi in Stati autocratici che sembrano offrire un’immagine più vigorosa delle malmesse democrazie. Si spiega così il fascino esercitato da paesi come l’Ungheria di Orban o in passato dalla Russia di Putin.
La storia italiana rischia di essere un elenco di occasioni mancate: il Paese non ha saputo coltivare il progetto di colmare la distanza con le democrazie più progredite, anzi si è compiaciuto di alimentare il discredito della politica, non comprendendo che così stava tagliando il ramo sul quale era seduto.
La storia mostra come sia fallace l’idea di poter fare a meno della politica, meglio della buona politica. Se il senso di inadeguatezza verso la modernità costituisce un riflesso antropologico di antica origine, potrebbe essere arrivato il momento di riconoscere che a rendere così disfunzionale la politica è l’assenza di meccanismi reali di competizione e di ricambio della classe politica.

Commenti

Post popolari in questo blog

La ciabatta sepolta e l'inquilino fantasma: un’estate a Genova 🩴 ⛱️ 🚣‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢  Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata.  Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

Votare è un diritto, capire le conseguenze del proprio voto è un dovere verso la Costituzione ✍️ 🗳️

(a.p.). Il 22 e 23 marzo non saremo chiamati solo a barrare una casella, ma a decidere se e come modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un tema così denso merita uno spazio di riflessione laica, tecnica e civile. Per questo abbiamo deciso di confrontarci apertamente, analizzando le implicazioni reali di questa riforma sulla vita dei cittadini e sull'indipendenza della magistratura. Un'occasione per trasformare il dubbio in opinione consapevole. Vi aspettiamo. Ne parliamo a Pisa, in un luogo di ascolto e dialogo: • Dove: Chiesa Valdese di Pisa, Via Derna 13. • Quando: Lunedì 16 marzo, ore 18:30. • Con chi: L’Avv. Eunice Ng Pak e il Dott. Angelo Perrone (Giurista, già magistrato). ❇️ Postilla Letture per arrivare preparati all’incontro ℹ️ Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦  ℹ️ Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️

Il bambino blu: cronaca della psicosi post-partum e di una rinascita 👦 🔵

(Introduzione a Daniela Barone). I silenzi possono pesare più delle grida. Il silenzio di una madre che non riconosce più sé stessa, quello di un neonato che sembra attendere che la tempesta passi, e quello di una società che spesso confonde il disagio profondo con una passeggera malinconia. In questo racconto, entriamo nel cuore di una condizione psicologica post-partum: una condizione rara, violenta e alienante. Attraverso gli occhi della protagonista, viviamo il crollo delle certezze domestiche e la faticosa risalita verso la luce, ricordandoci che la guarigione non è un colpo di spugna, ma un lento ricucire ferite che lasciano cicatrici, ma smettono di fare male. (Daniela Barone) ▪️ 🔵 L'attesa e il miracolo di aprile Eravamo sposati da quattro anni quando si era affacciato prepotente nella nostra coppia il desiderio di avere un figlio. Già da tempo avevamo dovuto far fronte alla curiosità della gente che non capiva come mai non avessimo ancora un bambino.  In realtà io mi ero ...

Innamoratevi! La lezione di poesia e amore di Roberto Benigni

(a.p. – Introduzione) ▪️ Attilio De Giovanni è lo stralunato docente di letteratura italiana, impersonato da Roberto Benigni, che in una celebre sequenza del film La tigre e la neve (2005) si lancia, davanti a una platea di alunni, in un sorprendente elogio della poesia, dell’amore e del coraggio. Con immagini visionarie e intuizioni comiche, il docente cerca di trasmettere ai ragazzi la sua passione per l'arte e per la gioia di vivere. Una passione umana destinata a rimanere nella dimensione dell’impossibile e incrociare una cocente delusione? Nulla è impossibile. Per questo motivo, l'intervento di Benigni che segue non è solo un omaggio alla poesia, ma un vero progetto di vita e il contesto essenziale per comprendere a fondo la bellezza e la forza del testo tratto dal film. Roberto Benigni: «Innamoratevi!» (Roberto Benigni – Testo) ▪️ «Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate. Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un...

Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️

(Introduzione ad a.p.). C’è una differenza tra riformare un sistema e incidere sulle garanzie. Quando ci viene chiesto di cambiare la Costituzione senza spiegarci "come" verranno scritte le regole del gioco, non ci stanno chiedendo un voto consapevole, ma un atto di fede. Davanti a una politica che propone cambiali in bianco sul nostro futuro, la prudenza non è solo un dubbio: è un dovere democratico. (a.p.) ▪️ Il "voto al buio" L’aspetto più insidioso di questa riforma risiede nel suo essere deliberatamente incompiuta. Il nuovo articolo 102 della Costituzione si limita a dire che la magistratura sarà regolata da norme che disciplinano "distinte carriere". Ma la sostanza — come queste carriere saranno separate, e soprattutto dotate di “garanzie di indipendenza” rispetto ad altri poteri — scompare nelle pieghe dell'articolo 8 delle disposizioni transitorie. Qui si legge che la legge sull’ordinamento giudiziario, come quelle sul Csm e sulla giurisdizione...