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Il giallo di Vincent Van Gogh

vaso con iris (Van Gogh)
di Marina Zinzani

Il giallo cromo, a base di cromato di piombo, era il colore maggiormente usato da Vincent Van Gogh. Adorava questa tonalità, usata in modo ossessivo nei suoi quadri, come quelli raffiguranti i girasoli.
Si dice che questa attrazione per il giallo fosse dovuta ad una malattia, la xantopsia, che gli faceva vedere le cose più gialle di quello che erano.
È comunque indubbio l’amore dell’artista per questo colore, quasi fosse una fonte a cui abbeverarsi nella sua vita di eventi avversi, un modo per cercare di sconfiggere le ombre e prendere energia attraverso un colore luminoso.
C’è qualcosa di quasi tenero nella ricerca di linfa vitale attraverso il colore. È qualcosa di umano. È il cercare di contrastare i momenti di tristezza con l’aiuto di una tonalità, può essere utile un abito, una collana, un anello. Un chiedere aiuto alla metafisica per dare alla mente un messaggio di positività. Ogni volta che si incrocia quel colore, si avverte una ventata benefica.
Chissà se Van Gogh cercava questa sensazione di benessere per superare le sue crisi e nutrirsi di una particella minuscola ma in grado di modificare l’umore. Non sappiamo fino in fondo le sue motivazioni, ma sappiamo che quel giallo ocra da lui usato si è inscurito con gli anni. Non vediamo quindi sulle tele il giallo da lui dipinto. Però quel colore, se si osserva bene, è ancora in grado di rapirci e di donarci la sua preziosa energia.

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