Passa ai contenuti principali

Tra due fuochi

di Marina Zinzani

La neutralità potrebbe associarsi ad un’idea di equilibrio. Essere neutrali in certi rapporti umani permette di non entrare in dinamiche critiche, di restare fuori dai conflitti ai quali si assiste.
La neutralità come espressione di moderazione, di non esposizione, cercando di andare d’accordo con tutti, alla fine di essere in pace con tutti. Sono argomenti complessi, pieni di sfumature. Dipende da che parte li si guarda.
Si pensa al caso di un figlio che assiste a continui litigi dei genitori, o alla loro separazione. Ci sono dei casi evidenti, di torti o violenze, in cui la neutralità di un figlio non è possibile, e lui sceglie di stare dalla parte della vittima.
Ma nei casi in cui non ci sono queste evidenze marcate, il figlio si trova spesso fra due fuochi, fra due persone che un tempo si erano amate e che ora si rinfacciano il passato, disorientate nella nuova realtà, in cui l’amore è svanito. 
Può far qualcosa il figlio, durante un conflitto? Per uno dei due genitori sì, deve stare dalla sua parte. Succedono questi casi. O forse tutti e due vorrebbero essere compresi e avere il suo appoggio. Lo fanno in modo anche subdolo, manipolando la realtà, ingigantendo delle situazioni, dimenticando la violenza psicologica che si fa al figlio, costringendolo a stare dalla parte di un genitore al posto dell’altro. 
Essere in mezzo a due persone che litigano, che si sono arrabbiate, succede anche nelle amicizie, nel mondo del lavoro, in qualsiasi ambiente. Prendere le distanze, non parteggiare né per l’uno né per l’altro, diventa la strada più semplice, non si vuole abdicare alla propria identità, al proprio essere critici, ma non si vuole esprimere le proprie opinioni per non essere invischiati in una storia complicata, scegliendo il quieto vivere.
Assieme a questo aspetto di neutralità, di non prendere le parti di nessuno, ce ne sono altri di aspetti, niente scorre liscio come l’olio, anche scegliendo quella che sembra la strada migliore.
Un genitore potrebbe sentirsi poco compreso da un figlio, durante un momento di crisi o una separazione. Difficile parlare di un amore finito. La neutralità del figlio potrebbe creare una crepa nei loro rapporti, e niente sarà più come prima, pur non in modo evidente.
Nelle amicizie, come anche nei rapporti di lavoro o a scuola, si penserà a quello che assiste senza esporsi, neutrale, come a qualcuno che non ha il coraggio di dire una parola in più. Una parola anche in privato, anche senza clamori, una parola di appoggio e vicinanza. E quella parola che non verrà mai detta, che stabilirebbe una presa di posizione chiara, viene attesa dall’altro invano, creando un certo allontanamento. 
C’è naturalmente anche l’affetto verso due persone, e il fare un passo indietro, assistere a un conflitto senza esprimere nessuna opinione, non può essere sempre interpretato come un atto di debolezza. Può essere considerato come il rispetto della privacy altrui, con il desiderio di preservare il proprio rapporto con entrambe queste persone.
Dietro la neutralità si possono quindi nascondere innumerevoli aspetti. Da una parte l’equilibrio, così difficile da raggiungere, dall’altra gli equilibrismi che richiedono forze particolari, intelligenza e buon cuore.

Commenti

Post popolari in questo blog

Lettera a Elisabetta, la figlia nata due volte 🤱

(Introduzione a Daniela Barone). I legami superano le distanze, le incomprensioni e persino le separazioni forzate. In questa lettera, una madre ripercorre la storia di sua figlia Elisabetta: un viaggio fatto di ribellioni necessarie, rinascite dolorose e una ricerca incessante della propria libertà. Dalla sofferenza di un "secondo parto" emotivo alla conquista di una vita autentica, questo racconto è un inno all'amore indissolubile e alla forza di ricominciare. (Daniela Barone). Il debutto di "Pentolina" e i primi anni Eri nata una mattina soleggiata di dicembre, alla stessa ora in cui avevo dato alla luce Francesco, il tuo fratello maggiore. Quando ti avevano messa fra le mie braccia ero rimasta un po’ delusa dalle tue fattezze: mi aspettavo una bimba dai capelli biondi e radi come quelli di Francesco ma tu stranamente avevi una capigliatura castana lunga e folta che ti faceva assomigliare ad una scimmietta.  Il tuo visino era così largo che tuo padre ti aveva...

Nefertiti, regina silenziosa, e la mia voce ritrovata: il riscatto come donna 👑

(Introduzione a Daniela Barone). Gli incontri attraversano i millenni per parlarci direttamente al cuore. Durante un viaggio in Egitto, tra i colossi di pietra e il soffio del deserto, la figura di Nefertiti esce dai libri di storia per diventare lo specchio di una rinascita personale. Questo racconto è il diario di un’epifania: la scoperta che la regalità non risiede in un copricapo d’oro, ma nella forza di riprendersi la propria voce. (Daniela Barone). Sotto il sole di Luxor: l’incontro con l’eterno Nel mio ultimo viaggio in Egitto trascorsi una giornata al maestoso sito archeologico di Luxor, la Tebe dell’antichità. La guida locale che parlava italiano con un leggero accento calabrese ci aveva mostrato sotto un sole rovente i colossi di Memnone, la Valle dei Re e il tempio di Karnak. Dopo aver ammirato la mummia annerita del giovane Tutankhamon, morto a soli diciannove anni, contemplammo i mirabili dipinti che ritraevano il faraone Akhenaton.  Nella stele di confine che prende i...

Il diritto a peso: quando la tangente diventa "modica" 💊

(Introduzione ad a.p.). L’Italia sperimenta la "farmacopea del diritto". Il ministro Carlo Nordio replica alle richieste di rigore dell’Unione europea in materia ammnistrativa e propone di sdoganare la corruzione di "lieve entità", equiparando la mazzetta alla modica quantità di stupefacenti. Un’analisi sul rischio di una democrazia svenduta al dettaglio, dove la legalità si misura col bilancino e il malaffare diventa un peccato veniale. (a.p.). Mentre l’Unione Europea sollecita l’Italia ad adottare misure più incisive contro la corruzione, il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde in Parlamento con una tesi che ha il sapore del paradosso: «Non è una bestemmia parlare di modeste mazzette». Secondo il Guardasigilli, se l’ordinamento già contempla la "lieve entità" per il possesso di stupefacenti, lo stesso principio dovrebbe valere per il pretium sceleris della corruzione. La farmacopea del diritto: dosi omeopatiche di malaffare Siamo alla farmacope...

Michela, l’amore che bruciava in silenzio: una storia clandestina nata in ospedale 🏥

(Introduzione a Daniela Barone). Il ricordo di un primo amore è spesso custodito in un cassetto a doppia mandata, dove la nostalgia si mescola alla consapevolezza della maturità. La storia di Orlando e Michela non è solo il racconto di una passione nata tra le corsie di un ospedale alla fine degli anni '90, ma una riflessione profonda sul peso del tempo, sulle convenzioni sociali e sulla differenza tra l'amore clandestino e la libertà di tenersi per mano. Un viaggio emotivo che esplora il confine sottile tra l'incanto di un sogno giovanile e la realtà dell'età adulta. (Daniela Barone). L'inizio tra le corsie Era la metà di dicembre del 1999 quando io, Orlando, allora appena ventunenne, ero stato assunto come infermiere all’ospedale di C. Avevo conseguito brillantemente il diploma e non vedevo l’ora di iniziare a lavorare. I turni erano pesanti, specialmente quelli di notte ma dopotutto mi restava abbastanza tempo per il riposo e lo svago. Non uscivo con nessuna raga...

25 aprile, la Resistenza come manutenzione della democrazia 🇮🇹

(Introduzione ad a.p.). Il 25 Aprile oggi: non solo memoria, ma cantiere aperto della democrazia. In un’epoca di spinte autoritarie e riforme che minacciano gli equilibri costituzionali, la Resistenza si riscopre come forza dinamica e costruttiva: il presidio necessario per garantire diritti, dignità e giustizia a ogni cittadino. (a.p.). Un’eredità dinamica tra memoria e progetto C’è un filo rosso che lega le montagne della Val d’Ossola alle aule della Corte Costituzionale, un’eco che non si è spenta con l’ultima raffica del 1945 ma che continua a vibrare ogni volta che un "peso" cerca di schiacciare il suo "contrappeso". Oggi la cronaca ci impone di declinare questo termine nel suo significato più alto e urgente: la resistenza delle istituzioni. È necessario però liberare il termine da una concezione puramente “negativa”: la Resistenza non è solo un’attività passiva e difensiva, un semplice "no" opposto al declino, ma una posizione costruttiva e dinamica,...