Passa ai contenuti principali

L'autunno del cuore: caro papà, 18 anni senza te 🍂

Spiaggia deserta con altalene vista all'imbrunire in autunno
(Introduzione a Cristina PodestĂ ). Il passaggio meteorologico dall'estate all'autunno diventa una metafora del lutto e della permanenza. La natura non fa da semplice sfondo, ma partecipa attivamente al "dolore incandescente" dell'autrice, trasformando la nostalgia in un legame che sfida il tempo.

(Cristina PodestĂ )

Il mutamento della luce e dei profumi

Intanto l’estate diventava autunno ogni giorno di piĂą. Il sole forte di luglio e agosto, gradualmente, lasciava il posto a nuvole sparse, a qualche scroscio di pioggia, ad un vento che sapeva di fine stagione. 
Intorno il profumo di un divenire, di un cambiamento, di una fine, di un inizio, di libri non ancora toccati e quaderni da aprire, di zaini firmati e grembiuli nuovi di zecca. 
Il rosso acceso della luce acquistava un’idea di giallognolo ocra, sfumature di arancio e i frutti, come le mele novelle e l’uva, gestivano il profumo intorno. 

Il mare arrabbiato e i sogni nuovi

Era un inizio di nuovo, di stagione novella, di progetti, di sogni, di costruzioni e di creazioni. La dolcezza estiva si lasciava andare nell’onda di un mare arrabbiato di spuma bianca e violenta, di sabbia colpita da spruzzi che arrivavano fino alle altalene che divertivano i bimbi in giorni appena trascorsi in un sole accecante. 
Un sapore salmastro avvinghiava gli scogli scivolosi, gli ombrelloni sfidati da un vento birichino, i lettini che alzavano il loro tettuccio. 

Quel punto fermo oltre il tempo

Ero lì. Davanti a quel mare, incantata e depressa, tenendo a bada un dolore incandescente che aveva in sĂ© l’idea di una fine, di un ultimo giorno trascorso con te, che eri, sei e resterai il mio punto fermo, nel mio cuore ferito dalla tua lontananza.
Ti penso e ti sento con me e dentro di me. Ci sei e ti avverto. Ma intanto, calendario in mano, faccio il conto che sono 18 anni ormai senza di te. Ti amo Pa’. 

Commenti

  1. Condivido il suo stesso smarrimento. Per me solo sette anni ma la mancanza di papĂ  sempre viva. Brava

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tango delle rose in Versilia, un'estate assolata trasformata dal ricordo

Paolo Brondi -  Il festival di Villa Melzi era tutto all’aperto: nel parco, assai esteso e prossimo al mare versiliese. Il buio era sciolto in luminositĂ  diffusa e suadente, arieggiata da numerosissime lanterne e da fiaccole antizanzara, dal dolciastro sapore di geranio, e su tutto scendeva il soffuso chiarore della luna piena. PiĂą in lĂ , il mare rumoreggiava come un’eco mormorante “ricorda… ricorda… ricorda… ”. Giorgio e Silvia scelsero un tavolo un poco in disparte e la musica rock, o il ritmo facile di canzonette come Cuore, Abbronzantissima, Una lacrima sul viso, li raggiungeva meno del mormorio del mare e dei profumi del parco.  Silvia era bella e il chiarore lunare impreziosiva la purezza delle linee del volto con appena una traccia di trucco, i capricciosi biondi capelli, il vestito di seta color fucsia che flessuoso scendeva, con graziosa scollatura, ad accarezzarne il seno, il ventre piatto, la curva dei fianchi, arrivando fino al ginocchio.  Lui port...

C'è una storia che ho bisogno di raccontare

(a.p.). Una storia, su radici, terra, e il coraggio di cercarne di nuova senza perdere la prima. Non un annuncio, o un bilancio. L'ho scritta per chi, in questi anni, ha reso questo giardino comune. Potete leggerla sul nuovo sito, www.pagineletterarie.it: Migrare. Una storia di radici e di nuova terra .

Gli amanti di Marc Chagall, tra sogni volanti e la solitudine della realtĂ 

(a.p. - INTRODUZIONE) ▪️ Fantasie popolari, figure volanti, personaggi solitari. Il presente, in Marc Chagall, è sempre trasfigurato in un sogno che richiama le suggestioni della sua infanzia, comunque felice nonostante le tristi condizioni degli ebrei russi, come lui, sotto lo zar. Colori liberi e brillanti accompagnano figure semplici e sinuose, superano i contorni dei corpi e si espandono sulla tela in forme fantastiche. Le sue opere sono dedicate all’amore e alla gioia di vivere, descrivono un mondo poetico che si nutre di ingenuitĂ  ed è ispirato alla fiaba, così profondamente radicata nella tradizione russa. (Marina Zinzani - TESTO) ▪️ Desideravo una casa, un luogo caldo ed accogliente in cui tornare la sera. Desideravo qualcuno a cui raccontare la mia giornata. Desideravo un grande albero, a Natale, pieno di luci e di regali. Desideravo una bambina che mi accogliesse buttandomi le braccia al collo. “Il mio papĂ !”: ecco le sue parole. Desideravo un luogo di vacanze, ma soprattutt...

Cos'è la felicità

di Cristina PodestĂ  Vi siete mai chiesti cosa sia una vita felice? Cominciamo col dire cosa non è. Non è assenza di dolore, di noia, preoccupazioni: sarebbe utopia. Non è presenza di salute, soldi, amore: sarebbe eccessivo. Non è possedere tutto ciò che uno desidera: sarebbe fantasia, mai realtĂ .  Invece la vita felice è intermittente, è un saliscendi, un’alternanza di bello e cattivo tempo, una sorpresa ogni giorno per ciò che ci verrĂ  offerto.

Uno sguardo da Volterra, antichi saperi

Saperi ed energie, una dimensione piĂą umana della cittĂ  (ap) Arte e storia. La cittĂ , in primo luogo celebre per l'estrazione e la lavorazione dell’alabastro, conserva intatto un notevole centro storico di origine etrusca, in cui sono presenti rovine romane, ed edifici medievali come la Cattedrale ed il Palazzo dei Priori sull'omonima piazza, il centro nevralgico dell'abitato.