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Visualizzazione dei post con l'etichetta immigrazione

Sbarchi, paure e voti: l'emergenza migranti senza soluzione 🛟

(Introduzione ad a.p.). Il meccanismo paradossale che governa alcune scelte della politica contemporanea trova nella gestione dell’immigrazione la sua espressione più evidente e drammatica. Ci si trova di fronte a un’azione di governo che, concentrandosi sulla propaganda anziché sulla realtà, non solo non risolve i problemi, ma finisce per ampliarli e strutturarli, utilizzandone poi gli effetti deteriori per alimentare la paura e trarne profitto elettorale. Il miraggio del blocco degli ingressi L’intero dibattito promosso dalla destra si focalizza in modo quasi ossessivo sul tema degli sbarchi e degli ingressi. Si tratta di un posizionamento ideologico su cui, nei fatti, poco si fa e ancor meno si può fare. I confini terrestri sono per loro natura porosi e non sorvegliabili capillarmente, mentre quelli marittimi impongono vincoli umanitari e di diritto internazionale insuperabili. Dinanzi ai barconi in mare, lo Stato che dovrebbe teoricamente "difendere i confini" si trova gi...

Occhi smarriti

Attraverso gli occhi, la storia di tanti di Marina Zinzani Occhi che chiedono, che implorano, che hanno visto cose che non si possono descrivere. Parole nuove: migrante, clandestino, rifugiato politico.

Migrare

Scodelle  (1919), di Felice Casorati Lo smarrimento, dopo il viaggio: metafora di ogni percorso nuovo di vita di Marina Zinzani Devo andare non so dove aldilà del mare c’è la salvezza un’altra vita mi aspetta una casa, un lavoro, il cibo così pensavo prima di partire prima di partire.

Il prossimo così diverso

La politica che fa i conti con la diversità delle persone di Paolo Brondi La prossimità è evangelica. Cercare l’altro, comprenderlo, aiutarlo è un conoscere noi, comprendere aiutare noi stessi; non è soltanto un’opera di carità. Il tu serve a capire il me. Per questo l’amante ha il suo “Io” fuori di sé. Ma questa è storia antica, o storia di pura morale.

Sulla via della seta

di Marina Zinzani Il filo di seta è fragile quasi invisibile crea tessuti pregiati foulard da mettere al collo bellezza fine e ricercata. Le impressioni di ogni giorno sono eteree sfumature di momenti creano rapporti come calde sciarpe da mettere al collo l’amicizia, l’amore, l’umanità condivisa.

Ombre che camminano

di Paolo Brondi (L’immigrazione fra diffidenze, estraneità e richieste di cittadinanza) Seppur possibile e doveroso è il problema politico-giuridico di dar cittadinanza e diritto di voto agli immigrati, non altrettanto facile è quello dell’investimento morale. L’indifferenza si è fatta costume e la prossimità è negata.

I nove mesi di Favour, bimba nigeriana

(ap) La mamma, incinta di un altro figlio, è morta per le ustioni da carburante durante la traversata sul gommone malridotto. Lei, Favour, così si chiama questa bimba nigeriana di nove mesi, è rimasta senza nessuno sul barcone ed è giunta a Lampedusa. Da sola. Le hanno dato del latte e dei vestiti nuovi. L’hanno accolta con amore.

In viaggio con Khalifah

di Giovanna Vannini Nonno Enrico quel nipote dalla testa ricciuta e la pelle d’ebano, lo aveva incontrato la prima volta una mattina di maggio all’aeroporto di Pisa, quando la figlia Marta appena scesa dalla scaletta dell’aereo, glielo aveva adagiato fra le braccia. Un fagottino color cioccolato di appena tre chili avvolto nella coperta di cotone bianca fatta all’uncinetto da nonna Cristina, spedita apposta in anticipo in Nigeria, perché il bambino potesse atterrare nella Toscana adottiva, con un pezzetto di famiglia già addosso.