Passa ai contenuti principali

Natale in sospeso

Questo Natale è sotto scacco del Covid, ma in passato abbiamo affrontato tanti momenti bui

di Cristina Podestà

Si avvicina un Natale che nessuno di noi ha mai vissuto. Incerto, insicuro, lontano dalle persone amate, senza poter festeggiare la nascita di Gesù nelle celebrazioni religiose, senza starsene insieme al caldo con amici in qualche ritrovo casalingo o in un locale e, qualora ci si veda anche per qualche momento, tutto condizionato da schegge di timore che ci limitano azioni e schiettezza di sentimenti.
Questo fatto ci rattrista, ci fa arrabbiare, ci stringe la gola. Nonni lontani da nipoti, figli distanti da genitori, amici con cui era consuetudine scambiare momenti sereni e festosi che non potremo frequentare. Tutto sospeso. 
C’è chi preme per poter fare in modo che tutto sia consentito ma, se pure lo fosse, non sarà certo con animo allegro e spensierato che noi ci avvicineremo a questa ricorrenza, la più bella e importante dell’anno. 
La posta in gioco è tuttavia molto alta. E credo valga la pena sacrificarsi, anche se il prezzo è molto elevato e queste rinunce sono davvero frustranti.
Poi parlo con mia madre e mi racconta di un 23 dicembre in cui lei, piccolissima, scappò in braccio a mia nonna su per le montagne e fu rinchiusa in una grotta per 4 mesi! C’era freddo, non avevano di che cibarsi se non quello che di fortuna capitava! 
Oppure ricordo io stessa un Natale di qualche anno fa in cui mi arrivò, proprio alle 9 di mattina di quel giorno, la notizia della scomparsa di un carissimo cugino molto giovane! O, ancora, il primo Natale senza il mio adorato padre che rendeva quella festa una festa speciale, perché per lui era una ricorrenza particolare e la più importante e si impegnava a renderla a tutti noi un momento di magia! 
Dunque rifletto con minor istinto e più attenzione e mi concedo un momento di serenità. In fin dei conti siamo in casa, al caldo, nulla ci manca, addobberemo le nostre case come di consueto, sulle nostre tavole ci saranno i cibi della tradizione e  questo mostro terribile che ci sta minando l’esistenza e ci ha fatto vivere un anno privandoci di molte cose e persone, dovrà pur andarsene e noi torneremo liberi! 
La nostra vita è in gioco, non dobbiamo farci influenzare dalle abitudini, dobbiamo trascinare fuori dalle parti più nascoste di noi quella forza che nei momenti più brutti ci aiuta sempre a tirare avanti. Dunque coraggio! Dopo ogni notte, anche la più buia, in fin dei conti, sorge sempre il sole. 

Commenti

Post popolari in questo blog

La ciabatta sepolta e l'inquilino fantasma: un’estate a Genova 🩴 ⛱️ 🚣‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢  Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata.  Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

Madre Arrighi: Il velo tolto e la danza segreta ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta degli anni di collegio? Spesso le sensazioni: il fruscio di una tunica, l'odore di un giardino o un sorriso che sapeva di libertà. In questo racconto, la memoria torna all’Istituto del Sacro Cuore di Castelletto, a Genova, per ritrovare il volto di Madre Arrighi, una figura che ha saputo trasformare il rigore della clausura nella leggerezza di una danza. (Daniela Barone) ▪️ Un sorriso tra le tuniche nere La suora che prediligevo nel maestoso Istituto liberty del Sacro Cuore che frequentai per cinque anni si chiamava Madre Arrighi. Non so quale fosse il suo nome di battesimo. Per tutte le piccole e grandi allieve del collegio lei era Madre Arrighi e basta. Com’era diversa dalle sue consorelle! Pur indossando la medesima tunica nera, si distingueva per il marcato accento emiliano, i lineamenti perfetti e la dentatura candida ma soprattutto per il sorriso disarmante. Nulla le faceva mai corrugare la fronte. Madre Arrighi era il ritratto dell...

Votare è un diritto, capire le conseguenze del proprio voto è un dovere verso la Costituzione ✍️ 🗳️

(a.p.). Il 22 e 23 marzo non saremo chiamati solo a barrare una casella, ma a decidere se e come modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un tema così denso merita uno spazio di riflessione laica, tecnica e civile. Per questo abbiamo deciso di confrontarci apertamente, analizzando le implicazioni reali di questa riforma sulla vita dei cittadini e sull'indipendenza della magistratura. Un'occasione per trasformare il dubbio in opinione consapevole. Vi aspettiamo. Ne parliamo a Pisa, in un luogo di ascolto e dialogo: • Dove: Chiesa Valdese di Pisa, Via Derna 13. • Quando: Lunedì 16 marzo, ore 18:30. • Con chi: L’Avv. Eunice Ng Pak e il Dott. Angelo Perrone (Giurista, già magistrato). ❇️ Postilla Letture per arrivare preparati all’incontro ℹ️ Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦  ℹ️ Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️

Innamoratevi! La lezione di poesia e amore di Roberto Benigni

(a.p. – Introduzione) ▪️ Attilio De Giovanni è lo stralunato docente di letteratura italiana, impersonato da Roberto Benigni, che in una celebre sequenza del film La tigre e la neve (2005) si lancia, davanti a una platea di alunni, in un sorprendente elogio della poesia, dell’amore e del coraggio. Con immagini visionarie e intuizioni comiche, il docente cerca di trasmettere ai ragazzi la sua passione per l'arte e per la gioia di vivere. Una passione umana destinata a rimanere nella dimensione dell’impossibile e incrociare una cocente delusione? Nulla è impossibile. Per questo motivo, l'intervento di Benigni che segue non è solo un omaggio alla poesia, ma un vero progetto di vita e il contesto essenziale per comprendere a fondo la bellezza e la forza del testo tratto dal film. Roberto Benigni: «Innamoratevi!» (Roberto Benigni – Testo) ▪️ «Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate. Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un...

Non solo fantasmi

La stenotipia e il processo: la storia delle persone che sono coinvolte in una lotta per la dignità di un servizio pubblico di Catia Bianchi Ciao. Sì, sono la stenotipista di tribunale , e sono anche l’ anonima stenotipista , che ha scritto post e commenti su questo blog e in rete. Sono quel che definiscono una “toscanaccia”, e vivo in un paesello toscano "fra i lupi" (ma forse è solo invidia per l'aria fresca che qui tira nonostante le temperature bollenti di oggi). Di lavoro, appunto, sono stenotipista presso il tribunale di Pisa dal 1993.