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Invisibile

Le cose che contano, oltre il successo


di Marina Zinzani

Tenetevi stretto chi vi ha notato quando eravate invisibili. (Charles Bukowski)

Eri povero, senza tante aspettative, non suscitavi particolare interesse nelle persone, non eri neanche tanto avvenente.
Questo si può dire, non è un errore, non lo sei neanche adesso avvenente, alcuni migliorano da vecchi, ma tu sei rimasto quello che eri, nel senso che non sei il tipo per cui le donne farebbero follie.
Da giovane facevi una vita regolare, lavoro, casa, genitori, pochi amici, una vita sottovoce si potrebbe dire, una vita come tante. Ti sei sentito inferiore più di una volta. Ti sentivi inferiore ad alcuni tuoi compagni di scuola, che erano pieni di sé e per questo antipatici, con gli anni li hai visti crescere ed affermarsi, avere buoni posti di lavoro, girare con macchine costose, avere un certo benessere.
Anche un tuo parente non se la passava male, quando veniva da voi mostrava questo, mostrava quello, tuo padre restava a testa bassa, aveva poche cose da mostrare. Forse una bella famiglia. Ma questo al tuo parente poco importava.
Anche tu sei come tuo padre. Hai avuto fortuna. Una fortuna che non si mette in mostra, non è come l’ultimo modello di macchina, non è come la seconda casa al mare. Sono persone. Tu hai avuto fortuna perché hai incontrato tua moglie, donna che ti ha amato per quello che eri, donna semplice e senza grilli per la testa.
Lei ti ha scelto per il carattere, perché stava semplicemente bene con te, e una volta ti ha detto che aveva avuto tanta fortuna ad incontrarti. I vostri due figli, ora adolescenti, un maschio e una femmina, riempiono la vostra vita. Rispetto a tanti ragazzi della loro età sono più maturi, non hanno particolari pretese, hanno un rapporto certosino col denaro, vogliono costruirsi la loro vita pezzo per pezzo. 
Cosa ti manca? Niente. Eri invisibile per tanti, da giovane. Ma un giorno la luce si è accesa e tu hai visto il mondo, attraverso di lei.

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