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Voci che non svaniscono

La marcia della pace Perugia-Assisi: una speranza per il presente di Paolo Brondi Appare preponderante, nel tempo nostro, il numero di chi non ha dubbi che la forza del corpo e la prepotenza delle voci entrino a far parte delle forze del potere; che promesse e proposte nascano, durino un poco e poi svaniscano; che il nulla che rincorre il nulla s'imponga ed educhi coscienza e civiltà.

Le redini perse

Tornare a progettare il futuro, rimedio al frastuono odierno di Francesco Gozzi (Commento a Non c’è solo il rumore , PL 13/2/17) Due riflessioni: la prima riguarda la condizione umana in se stessa, il dover vivere in una dimensione inafferrabile, il tempo presente, che implica una perenne sospensione tra il non più e il non ancora, e alla quale forse si può dare un senso, come dice Sartre, solo attraverso la progettualità, la proiezione in un futuro nel quale si possa, in qualche modo e in qualche misura, prendere possesso della propria vita.

Non c’è solo il rumore

La sapienza potrebbe tornare a guidare le nostre azioni. Parola di Blaise Pascal e Jean Paul Sartre. di Paolo Brondi C’è una sapienza che esce per le strade, parla dalle vie, dai crocicchi, dalle porte agli ingressi della città, dalle soglie degli usci; ci orienta e ci spinge ad interpretare i segni muti, sedimentati negli oggetti, nascosti nelle pieghe del tempo passato, celati nei capitelli, nei rosoni, nelle bifore, nelle nostre piccole o grandi rughe, dando loro voce e storia e affettività.

Oltre il rumore delle chiacchiere

La sottile trama della sapienza nella vita di tutti i giorni di Paolo Brondi C’è una sapienza che esce per le strade, parla dalle vie, dai crocicchi, dalle porte agli ingressi della città, dalle soglie degli usci; ci orienta e ci spinge ad interpretare i segni muti, sedimentati negli oggetti, nascosti nelle pieghe del tempo passato, celati nei capitelli, nei rosoni, nelle bifore, nelle nostre piccole o grandi rughe, dando loro voce e storia e affettività.

Sui passi di Jean Paul Sartre

di Paolo Brondi Ci sono tempi vicende e giorni in cui il sentire si allinea con la nausea di Sartre (J.P.Sartre, La Nausea, Einaudi, 1978) e, in particolare, con il pensiero-meditazione del protagonista, Antonio Roquentin, che così si esprime: "Quando si vive non accade nulla. Le scene cambiano, le persone entrano ed escono, ecco tutto". Proseguendo la lettura s'incontra l'amaro resoconto di esperienze comuni: "I giorni si aggiungono ai giorni, senza capo né coda, è un'addizione interminabile e monotona... non c'è mai un inizio".