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Visualizzazione dei post con l'etichetta cronaca

Giustizia 2026: quando la cronaca oscura la scelta 🆕

(a.p.). C’è un fenomeno che accompagna talvolta i cambiamenti: la tendenza a cercare risposte immediate a problemi complessi usando l’emozione del momento. Il dibattito sulla riforma costituzionale sembra essersi popolato di nomi, fatti e vicende giudiziarie molto distanti tra loro. Tortora, Garlasco, Palamara, famiglia nel bosco, Albania, Torino. Casi di cronaca trasformati, a volte, in argomenti elettorali. Ma è davvero questo il modo migliore per decidere il futuro della nostra Carta fondamentale? 🟣 Il mosaico delle emozioni Dalle vicende più tragiche del passato ai titoli dei giornali di oggi, tutto sembra essere diventato un motivo per dire "bisogna cambiare". Eppure, quando le ragioni di una riforma costituzionale diventano così eterogenee, nasce un dubbio legittimo: stiamo cercando di migliorare il sistema o stiamo solo reagendo all'indignazione del momento? Costruire una riforma sull’onda emotiva dei singoli casi è un rischio. La cronaca, per sua natura, è framme...

📺 Caso Garlasco: quando la tragedia diventa talk show

(Introduzione a Marina Zinzani). Voci al massimo. La ricerca della verità sull'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, avvenuto nel 2007, è anche un dovere civico. Tuttavia, come sottolinea Marina Zinzani, la cronaca si è trasformata in un fenomeno televisivo pervasivo . Dalle prime luci dell'alba fino a tarda sera, la vicenda occupa ogni spazio mediatico, ponendo un interrogativo cruciale: l'eccesso di dibattito e l'overdose di informazioni stanno aiutando la giustizia o stanno semplicemente trasformando una tragedia in un grande e rumoroso talk show, spinto soprattutto da ragioni di audience? 🔎 L'interrogativo della verità (Marina Zinzani) ▪️ La vicenda relativa alla tragica morte di Chiara Poggi continua ad occupare diverse trasmissioni televisive. Si inizia al mattino, si continua nel pomeriggio, poi nel tardo pomeriggio, anche di sera: gli opinionisti dibattono, quasi divisi in schieramenti non espliciti ma intuibili. La storia pone interrogativi continui e diven...

Ancora un giusto tra le nazioni

In memoria della Shoah, sono "giusti tra le nazioni" quanti nella follia dello sterminio hanno saputo essere fedeli al valore della dignità umana (ap) Un altro nome italiano compare, dal novembre 2012, sul “Muro dell’onore”, che a Gerusalemme ricorda quanti hanno compiuto gesti di coraggio e di solidarietà a favore del popolo ebreo di fronte alla persecuzione nazista. E’ quello di Elia Angelo Dalla Costa (1872-1961), che fu arcivescovo di Firenze durante la seconda guerra mondiale. Lo Yad Vashem - l’istituto storico che tiene viva la memoria della Shoah – gli ha assegnato ufficialmente, alla memoria, il titolo di “Giusto tra le nazioni”, con cui il mondo ebraico esprime la sua gratitudine a chi mise a repentaglio la propria vita per salvare quella degli ebrei perseguitati sotto il nazifascismo.

Un ricordo, a S. Anna di Stazzema

(ap) A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, una furia violenta travolse ogni cosa: intere famiglie distrutte, i nonni, i genitori, i figli; centinaia di corpi rimasero senza vita, trucidati, uccisi, straziati. Anna era l’ultima nata nel paese ed aveva appena 20 giorni. Evelina quel mattino aveva le doglie del parto. Genny, prima di morire, scagliò una scarpa per difendere il suo piccolo.

Il diritto all'oblio

di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) (ap) Quando si discorre del diritto all’oblio, a quel diritto – in specie nel web – a preservare la propria intimità se non si ha voglia di condividerla più con altri, o addirittura con degli sconosciuti, si pensa ad una sola dimensione. Quegli altri, che per un momento sono stati partecipi del nostro sentimento più segreto, devono fermarsi al punto giusto, non abusare della confidenza che abbiano concesso loro pur volontariamente, o per in genuinità, o per superficialità, ma usare discrezione e rispetto. Tuttavia affidarsi ad altri, a degli sconosciuti, non ci preserva, è rischioso.

Iraq: tempi di sterminio

Afterhours, un festival per la cultura

(ap) “Hai paura del buio?” Il titolo del più famoso brano, anno 1997, del gruppo rock italiano Afterhours diventa addirittura “manifesto per la cultura” e dà origine ad un festival itinerante che, tra agosto, settembre e ottobre di quest’anno, a Torino, Roma e Milano, vedrà la partecipazione di moltissimi artisti di discipline diverse, dalla musica al cinema, dalla danza alla letteratura, ai fumetti. 

Paolo Borsellino, ventun anni dopo, l'etica del dovere

Ricordo di Gioacchino Natoli * Paolo Borsellino amava la vita, i suoi cari, i suoi amici di sempre e quelle "battute fulminanti" che gli nascevano all'improvviso e gli facevano arricciare il naso, in maniera affatto particolare, quando rideva con gli altri dei suoi stessi motti di spirito.

Il Natale dei marò a casa

Riviste italiane del primo '900

"Maschile" e "femminile" nella normativa italiana

Il Club  Culturale - Letterario “Mario Luzi” di Prato ha organizzato il 25 maggio 2012, presso il Centro per l’arte Otello Cirri di Pontedera, un incontro sul tema: “Maschile” e “femminile” a confronto nella normativa italiana: diritti della persona, uguaglianza dei cittadini, conflitti sociali con l’intervento del  dr. Angelo Perrone , giudice presso il Tribunale di Pisa (ap) Il rapporto tra “maschile” e “femminile” trova il suo quadro di riferimento normativo nei principi sanciti dalla Carta Costituzionale del 1948. Essa rappresenta la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano e del suo ordinamento giuridico moderno.

2 giugno 1946