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📺 Caso Garlasco: quando la tragedia diventa talk show

(Introduzione a Marina Zinzani). Voci al massimo. La ricerca della verità sull'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, avvenuto nel 2007, è anche un dovere civico. Tuttavia, come sottolinea Marina Zinzani, la cronaca si è trasformata in un fenomeno televisivo pervasivo. Dalle prime luci dell'alba fino a tarda sera, la vicenda occupa ogni spazio mediatico, ponendo un interrogativo cruciale: l'eccesso di dibattito e l'overdose di informazioni stanno aiutando la giustizia o stanno semplicemente trasformando una tragedia in un grande e rumoroso talk show, spinto soprattutto da ragioni di audience?

🔎 L'interrogativo della verità

(Marina Zinzani) ▪️ La vicenda relativa alla tragica morte di Chiara Poggi continua ad occupare diverse trasmissioni televisive. Si inizia al mattino, si continua nel pomeriggio, poi nel tardo pomeriggio, anche di sera: gli opinionisti dibattono, quasi divisi in schieramenti non espliciti ma intuibili. La storia pone interrogativi continui e diventano intanto famigliari parole relative alle analisi, al DNA. Di fatto stiamo tutti allargando le nostre conoscenze in materie fino a ieri ignote.
L’eventualità che l’assassino non sia quello già condannato pone interrogativi, fa scandagliare molteplici aspetti delle indagini, fa riguardare foto di allora, di quel tragico giorno, il 13 agosto 2007, e fa riesaminare alibi, dialoghi, interrogatori, intercettazioni.

✓ La necessità di risposte

Forse nei prossimi mesi si aggiungerà qualche dato in più. È giusto sapere la verità, va pretesa la verità, è un atto dovuto, anche se il tempo passato, gli errori nelle indagini di allora, non fanno essere pienamente ottimisti.

🎭 La tragedia trasformata in talk show

Si assiste ad una continua uscita di nuovi elementi, è una cosa che prende l’attenzione, è naturale questo. Si nota però anche altro: quasi un’overdose di programmi che parlano della vicenda Garlasco. Non è tanto l’eccesso di informazioni il problema, perché, appunto, le notizie sono continue e questo interessa. Quello che lascia perplessi è la trasformazione di una tragedia in un mare di dibattimenti, in un grande talk show. Ogni persona invitata racconta un particolare, ha letto le carte, se l’altro ritiene che questo non sia informato bene ne nasce una discussione accesa che può sfociare in bagarre. Avvocati di parte, esperti, opinionisti, gente continuamente in TV.

✓ L'ombra dell'audience

La nota stonata si avverte. Si avverte anche se la curiosità esiste ed è legittima. C’è qualcosa di troppo: troppe trasmissioni, troppo circolo mediatico, troppe discussioni su una giovane donna uccisa, con in sottofondo un dato importante, l’audience.
Per quanto questa vicenda abbia colpito tutti, per quanto ci sia pietas verso questa povera ragazza, la percezione di eccesso è nell’aria. Riportare particolari intimi, frasi, messaggi dei protagonisti, dei loro genitori anche, diventa qualcosa di stonato. Si dimentica la fragilità dell’essere, la sfera intima, quella che vivono i protagonisti di questa storia, in particolare questa ragazza, con il suo futuro negato. È tortuosa la strada che porta alla ricerca della verità: le parole possono essere troppe, invadenti, dannose.

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