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All'uscita da scuola, la strada dopo gli esami di Stato

di Cristina Podestà

Lasciando anche questo anno la scuola dove ero presidente agli esami di Stato, ho provato una strana congerie di sensazioni: mi sentivo sollevata! Era andato tutto bene, i ragazzi tutti promossi, con esiti buoni. Avevano discretamente studiato, dunque una prova decorosa.
Contemporaneamente mi sentivo inutile: a cosa era servito? Più o meno si sa che ogni anno l’esame di Stato rappresenta una mera formalità! Se gli studenti arrivano fino a lì, il gioco è già fatto, si tratta di una questione di punteggio. 
Poi guardavo quei ragazzi così fragili e alla mercé di chiunque: una famiglia che non li comprende e non li educa a crescere in autonomia, una scuola che non sa insegnare adeguatamente, uno Stato che non li aiuterà a trovare il loro posto nella società. 
Chiamano i professori per salutarli, sono estremamente felici e gentili, correranno al mare, l’estate li aspetta. Si fermano giusto lì, all’estate appena scoppiata, all’esame appena finito. Non possono, non vogliono guardare oltre. 
Alla loro età, si sa, tutto è bello e possibile. Si stanno giocando il futuro ma per loro sarà sicuramente bello. Non sanno che è proprio uscendo da quella scuola, dopo quella estate, che si scriverà la loro vita, senza più professori cui ricorrere per un consiglio, senza più scuola da accusare per le sue mancanze. 
Si infileranno in una azienda che non li tratterà certamente bene come hanno fatto i docenti, o in una università che farà venire a galla le loro fragilità. Ma intanto ora non lo sanno, sono sereni e spensierati ed io, che conosco ciò che capiterà loro, in fondo mi dispaccio un po’ di non potere fare niente per aiutarli in qualche modo. 
Sarà la vita, grande maestra, che d’ora in avanti lì guiderà. E, da adesso in poi, volente o nolente cresceranno davvero. I professori hanno fatto la loro parte e quegli studenti ancora non sanno quanto rimpiangeranno le loro aule e i libri tanto detestati. 

Commenti

  1. Molto commovente questa riflessione. Avere così tanto a cuore il presente ed il futuro degli alunni che sono il nostro domani. Le fa molto onore.
    Grazie di cuore
    Liana

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  2. Ogni studente meriterebbe professori attenti e dotati di grande umanità e comprensione. Complimenti.
    Mara

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