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Un'estate diversa, quando ci si riuniva sui muretti

di Cristina Podestà

Un’estate insolita: afosa ma piena di vento, di grandine rossa di sabbia del deserto, di atleti bravissimi e di gente sciocca, che non rispetta le regole, che utilizza assurdi flash mob, che getta in pasto al Covid sé stessa e i propri cari.
Un’estate diversa: quasi nessuno ne sente la magia, nemmeno i bambini. Non c’è la stretta al cuore di correre a perdifiato sulla sabbia di notte, non si può desiderare di incontrarsi tra amici ogni sera sui muretti; non si ha voglia di gelato e nemmeno di un bagno fresco, l’acqua è grigia, sporca, la spiaggia non attira. 
Non è un’estate calda, di un caldo buono, di una gioia intrinseca che fa diventare splendida qualunque cosa, un’estate divertente di feste, di cene al mare e di balli, di canti, di cuori che battono al buio coi fuochi d’artificio che impazzano nel cielo e cadono nel mare. 
No, questa estate non gira. Non ci si può illudere, non funziona. Bisogna attendere, avere ancora pazienza, aspettare nuovi sviluppi, nuove ordinanze o Dpcm, oppure nuove idee per tornare a vivere. Senza condizioni o condizionamenti. E noi restiamo in attesa.

Commenti

  1. Attesa
    In cui ci isola
    Attesa
    Che permette di rivalutare tempo e azioni
    Attesa
    Essa stessa insegnante di vita
    Grazie
    Liana

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  2. Bella riflessione. È un'estate malata anche di tristezza.
    Grazie
    Mara

    RispondiElimina

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