Passa ai contenuti principali

Assisi

Assisi
di Marina Zinzani
(Introduzione di Angelo Perrone)

(Tratto da “Racconti di una vacanza in Italia”)

(Angelo Perrone) La ricerca di mete turistiche non convenzionali è affascinante, e riserva sorprese. Marina Zinzani prova a seguire i passi di due amici americani in giro, per la seconda volta, per l’Italia al di fuori degli itinerari più noti. 
Ci sono nuove realtà da conoscere. Un mondo là fuori è pronto a mostrare la sua essenza. In questo contesto multiforme, non dobbiamo trascurare noi stessi. 
È interessante ciò che si vede, ma sorprendenti sono gli occhi con cui si guarda. Si apprende di sé qualcosa che non si sapeva di possedere, si sperimentano nuove emozioni. Questa, al termine, la conclusione emozionante. Ma potrebbe capitare di avvertirne segnali strada facendo.
C’è un tragitto da compiere. Per l’io narrante, che è uno degli amici, tante sollecitazioni. L’urgenza di prendere i primi appunti. Riemergono, di riflesso, pensieri appena letti su un gran libro come “Jean Santeuil” di Marcel Proust. 
Infine lo sguardo ritorna su di sé. Per ognuno, si sa, è diverso. Ciascuno ha la sua, di verità, da raccontare. È il momento in cui il viaggio riserva le sorprese maggiori.
Dopo Orvieto, Spello, Spoleto ecco Assisi

Assisi è raccoglimento, pace, arte. La Basilica, che è l’insieme di due chiese, quella Superiore e Inferiore, inonda il visitatore con gli affreschi di grandi maestri dell’arte, Cimabue, Simone Martini, Giotto. Una guida ci ha illustrato gli affreschi di Giotto che rappresentano dei momenti di vita di San Francesco, suddivisi in 28 episodi, ci ha parlato della sua pittura innovativa, della rappresentazione realistica delle persone, della natura, del cambiamento che Giotto ha portato rispetto al passato. 
Io e Alfred abbiamo ammirato queste immagini meravigliose in silenzio, come se la rappresentazione di San Francesco emergesse da quei colori, lasciandoci una traccia di riflessione, di spiritualità. È la città che fa respirare questo, desiderio di pace, di introspezione, anche gli altri luoghi di Assisi che abbiamo visitato sono stati molto interessanti e suggestivi. 
Ma Giotto in particolare mi ha colpito, la sua rottura con la precedente pittura, con l’estetica bizantina, e il nuovo modo di raccontare il dolore, la vita reale, i sentimenti. San Francesco rappresentava una rottura, la sua vita è stata una rivoluzione interiore che ancora affascina. Giotto, che ha dipinto momenti della sua vita, ha descritto l’uomo nella sua umanità, nella rappresentazione veritiera del suo corpo, delle sue azioni, senza niente di prestabilito, portando una nuova era nella pittura. 
Abbiamo mangiato un ottimo agnello allo scottadito, la carne era tenerissima, si scioglieva in bocca. Anche le erbette che facevano di contorno erano deliziose.

Da Proust: “L’intenditore, abbagliato dalla gioia di aver sotto gli occhi una collezione così ricca, si meravigliava della inesauribile fecondità dell’artista, che concepiva ogni volta in modo così originale e nuovo e ogni volta lasciava apparire altrettanto interamente, senza scoria alcuna, la sua ricca e amorosa personalità.”

La storia di San Francesco di Assisi mi ha colpito, è una figura rivoluzionaria, il privarsi degli agi, delle ricchezze e vivere in povertà, in mezzo agli umili, a contatto con la natura. Era una natura che diventava fratello, sorella, in una sorta di un’armonia con il creato.
Penso ora a questo rapporto così distorto con la natura, al tempo che stiamo vivendo, senza rispetto, violandola, alterando i suoi equilibri con l’uomo. Penso alla perdita della poesia che suscitavano le stagioni, le albe, i tramonti, i tuffi in mare, le primizie, le serate al chiaro di luna, il vento della primavera, e mi accorgo che oggi non ci sono più mezze stagioni, che incute paura l’estate, con le sue temperature sempre più torride che spaventano, incute paura la pioggia che porta devastazioni dopo solo pochi giorni di maltempo, e poi si scopre che dietro a questi cambiamenti atmosferici c’è la mano dell’uomo, il suo sostituirsi a Dio forse, credendosi onnipotente, sovrastando la natura e le sue leggi.
Penso alla pace che suscita la figura di San Francesco, ma è una pace con una malinconia di sottofondo. Gli umili oggi sono i senzatetto, chi perde il lavoro e non ha nessuna protezione sociale, chi perde tutto solo perché si ammala, a un mio amico è successo questo. Ora vive in un vecchio camper, non ha più la casa, dopo aver perduto il lavoro.  Gli umili sono quelli che fuggono da una guerra, da una miseria che ha tolto loro le forze per lottare, resta solo il fuggire.
In questo mondo attuale diventa così evidente che tante cose non hanno funzionato, che le prospettive non sono rosee, che si è perduto il senso del giusto, prevalendo quello del profitto.
Alfred è andato a letto presto, portandosi un libro di Giotto appena comprato. L’arte come lenitivo dell’inquietudine, l’arte come spunto per riflessioni. Sicuramente l’arte come attaccamento alla parte buona dell’uomo, una connessione quasi con un paradiso perduto.

Commenti

Post popolari in questo blog

La ciabatta sepolta e l'inquilino fantasma: un’estate a Genova 🩴 ⛱️ 🚣‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢  Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata.  Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

Madre Arrighi: Il velo tolto e la danza segreta ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta degli anni di collegio? Spesso le sensazioni: il fruscio di una tunica, l'odore di un giardino o un sorriso che sapeva di libertà. In questo racconto, la memoria torna all’Istituto del Sacro Cuore di Castelletto, a Genova, per ritrovare il volto di Madre Arrighi, una figura che ha saputo trasformare il rigore della clausura nella leggerezza di una danza. (Daniela Barone) ▪️ Un sorriso tra le tuniche nere La suora che prediligevo nel maestoso Istituto liberty del Sacro Cuore che frequentai per cinque anni si chiamava Madre Arrighi. Non so quale fosse il suo nome di battesimo. Per tutte le piccole e grandi allieve del collegio lei era Madre Arrighi e basta. Com’era diversa dalle sue consorelle! Pur indossando la medesima tunica nera, si distingueva per il marcato accento emiliano, i lineamenti perfetti e la dentatura candida ma soprattutto per il sorriso disarmante. Nulla le faceva mai corrugare la fronte. Madre Arrighi era il ritratto dell...

Innamoratevi! La lezione di poesia e amore di Roberto Benigni

(a.p. – Introduzione) ▪️ Attilio De Giovanni è lo stralunato docente di letteratura italiana, impersonato da Roberto Benigni, che in una celebre sequenza del film La tigre e la neve (2005) si lancia, davanti a una platea di alunni, in un sorprendente elogio della poesia, dell’amore e del coraggio. Con immagini visionarie e intuizioni comiche, il docente cerca di trasmettere ai ragazzi la sua passione per l'arte e per la gioia di vivere. Una passione umana destinata a rimanere nella dimensione dell’impossibile e incrociare una cocente delusione? Nulla è impossibile. Per questo motivo, l'intervento di Benigni che segue non è solo un omaggio alla poesia, ma un vero progetto di vita e il contesto essenziale per comprendere a fondo la bellezza e la forza del testo tratto dal film. Roberto Benigni: «Innamoratevi!» (Roberto Benigni – Testo) ▪️ «Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate. Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un...

Votare è un diritto, capire le conseguenze del proprio voto è un dovere verso la Costituzione ✍️ 🗳️

(a.p.). Il 22 e 23 marzo non saremo chiamati solo a barrare una casella, ma a decidere se e come modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un tema così denso merita uno spazio di riflessione laica, tecnica e civile. Per questo abbiamo deciso di confrontarci apertamente, analizzando le implicazioni reali di questa riforma sulla vita dei cittadini e sull'indipendenza della magistratura. Un'occasione per trasformare il dubbio in opinione consapevole. Vi aspettiamo. Ne parliamo a Pisa, in un luogo di ascolto e dialogo: • Dove: Chiesa Valdese di Pisa, Via Derna 13. • Quando: Lunedì 16 marzo, ore 18:30. • Con chi: L’Avv. Eunice Ng Pak e il Dott. Angelo Perrone (Giurista, già magistrato). ❇️ Postilla Letture per arrivare preparati all’incontro ℹ️ Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦  ℹ️ Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️

Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦

(a.p.). L'architettura costituzionale italiana poggia su un equilibrio delicatissimo, dove l'autonomia della magistratura non è un privilegio di casta, ma la garanzia ultima per ogni cittadino di fronte all'arbitrio del potere. 🟣 Oggi, quell'equilibrio viene messo in discussione da una riforma che, sotto il vessillo dell'efficienza, rischia di alterare profondamente il volto della nostra democrazia. Il discredito della politica — quando diventa così audace da voler "disciplinare" la giustizia — finisce per erodere le basi stesse della libertà.  🟣 Non è solo una questione per addetti ai lavori: riguarda la qualità della tutela che riceveremo domani in un'aula di tribunale. Per fare chiarezza nel labirinto normativo, abbiamo isolato i nodi cruciali del provvedimento. 📦 Sintesi della Riforma: I 4 Punti Critici La riforma costituzionale della giustizia introduce mutamenti profondi negli equilibri tra i poteri dello Stato. Al di là degli obiettivi dic...