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L’uomo e la Sfinge

L’illusione di sapere tutto, il rischio dello smarrimento di  sé di Paolo Brondi Celebre, e ancora sorprendente, è l’antico enigma della Sfinge: “Qual è l’essere che ha un’unica voce e talvolta ha due piedi, talvolta tre, talvolta quattro, e tanto più è debole quanto più numerosi sono i suoi piedi”? La prima risposta si deve al mitico Edipo: “L’uomo”! Una risposta che introduce un nuovo enigma, ancora più difficile, sulla natura dell’uomo, capace di passare dall’animalità del quadrupede alla protesi (il bastone del vecchio), conservando per sempre una sola voce.

Un pic nic, per le suore

Il buon gusto? Dimenticato a casa, anzi in convento (ap) La foto ha fatto il giro del web suscitando l’ironia di tanti. «Interverranno gli idranti del sindaco Dario Nardella per fare pulizia?».   «I vigili faranno sloggiare gli occupanti abusivi?». Un gruppo di 30 suore è rimasto seduto a terra, tra la strada e il marciapiede, a mangiare un panino, poi una mela, dissetandosi con una bottiglietta d’acqua, in via de’ Pecori, strada centralissima di Firenze. Per una mezz’ora, dicono; poi si sono allontanate.

Perdite

Il rammarico per le cose perdute, o mai vissute di Gianantonio Tassinari L’anima grida muto rimprovero. L’anima piange perenne sofferenza. Vita, vita mia perduta e non vissuta. Ricordo che parla di giorni grigi e uguali.

Piccola Picasso

La fantasia di una bambina, sulla tela di un quadro di Marina Zinzani Cassie Swirls ha solo 4 anni, ma ha già venduto un centinaio di quadri. Sono tele che ricordano mondi immaginari, lontani, onirici, paesaggi incantati collocati da qualche parte, in qualche galassia forse.

Vagabondo che son io

Un’idea di viaggio, per esplorare piccole cose nascoste, e raccontarle (ap) Un cammino senza meta alcuna. Così è vagabondare. Il passo deciso in piano, a volte però vacillante ed incerto sui pendii e i tratti dissestati. Lo sguardo rintraccia una mescolanza di elementi. Soltanto dopo, con calma, ci accorgiamo che l’intreccio è alla radice di ogni cosa.

Attenti al cuore

La rabbia? Anche gravi rischi per la salute di Catia Bianchi (Commento a Le tante vie del perdono , PL,   20/6/17) Perdonare fa bene al cuore. In tutti i sensi. Il perdono è indubbiamente importante, ma non sempre   è semplice da concedere. Talvolta serve tempo, talvolta chiarirsi, talvolta il perdono semplicemente non è possibile. Ma è forse possibile smorzare parte della rabbia che covando dentro noi ci impedisce di essere sereni.

Un passo più svelto

Cambiare, e rinnovare le cose e il proprio stile di vita di Giovanna Vannini C'è bisogno di cambio e non dell'armadio che peraltro ancora non ho fatto, ma di persone, situazioni, cose in programma o già programmate. C'è bisogno di pulizia mentale. Ho un tale ingombro che mi alzo già stanca.

D'improvviso

Vagare nell’incertezza, soffermarsi un attimo, rimanere colpiti da un lampo improvviso di Maria Cristina Capitoni Poi d’improvviso un tempo diverso Parole incomprensibili rincorrersi Ad ogni capoverso Ed io che pur cercando Non lo trovo più Quel bandolo intrigato e ormai disperso

Le tante vie del perdono

Legati alla rabbia: la condizione delle vittime, l’importanza di rialzarsi di Marina Zinzani Jennifer Aniston e il perdono. Capitolo secondo. Lei ha accettato le scuse di Brad Pitt e ha detto che lo perdona, e di concentrarsi sul futuro. Ha molte sfumature il perdono. Ce n’è una discutibile, che è trattata dai media molto spesso, quando ci sono gravi fatti di cronaca. Il giornalista prontamente chiede: “Ma lei perdona? L’ha perdonato?”. La vittima, o il parente della vittima, rischia di essere additato, di essere in difetto se non risponde prontamente “Sì, lo perdono”.  

Uno sguardo da Volterra

Antichi saperi e nuove energie, per una dimensione più umana della città (ap) Arte e storia. La città, in primo luogo celebre per l'estrazione e la lavorazione dell’alabastro, conserva intatto un notevole centro storico di origine etrusca, in cui sono presenti rovine romane, ed edifici medievali come la Cattedrale ed il Palazzo dei Priori sull'omonima piazza, il centro nevralgico dell'abitato.