(a.p.) ▪️ Steve McCurry non è solo un grande fotografo. Figura di spicco della Magnum Photos, con uno sguardo ancora limpido e penetrante, ha sperimentato generi diversissimi: dalla foto di strada al ritratto, dal reportage di guerra al racconto sociale. È, essenzialmente, un poeta dell’immagine. Il suo scatto più famoso, come non ricordarlo, è la “Ragazza afgana” del 1984, pubblicata su National Geographic Magazine. Due occhi verdi, intensi e indimenticabili, a perforare l’obiettivo e la nostra coscienza. Un simbolo dei conflitti e, al contempo, un emblema senza tempo della bellezza corrotta dalla tragedia. Il successivo raffronto con la stessa persona, Sharbat Gula, fotografata molti anni dopo in età adulta, confermò quanto il fotografo avesse saputo intuire nella bambina di appena 10 anni: l’anticipazione di un destino complesso, privo di dignità e di senso. 🇮🇹 Tribute to iIaly: lo sguardo profetico Proprio lui, il fotografo dalla mano profetica, ci ha sorpreso con il reportage «...