(Introduzione a Cristina Podestà). Il passaggio meteorologico dall'estate all'autunno diventa una metafora del lutto e della permanenza. La natura non fa da semplice sfondo, ma partecipa attivamente al "dolore incandescente" dell'autrice, trasformando la nostalgia in un legame che sfida il tempo. (Cristina Podestà) Il mutamento della luce e dei profumi Intanto l’estate diventava autunno ogni giorno di più. Il sole forte di luglio e agosto, gradualmente, lasciava il posto a nuvole sparse, a qualche scroscio di pioggia, ad un vento che sapeva di fine stagione. Intorno il profumo di un divenire, di un cambiamento, di una fine, di un inizio, di libri non ancora toccati e quaderni da aprire, di zaini firmati e grembiuli nuovi di zecca. Il rosso acceso della luce acquistava un’idea di giallognolo ocra, sfumature di arancio e i frutti, come le mele novelle e l’uva, gestivano il profumo intorno. Il mare arrabbiato e i sogni nuovi Era un inizio di nuovo, di stagione nov...
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RispondiElimina...per noi il primo maggio era l'intera giornata al podere, zio Lido (che poi non era neanche zio) che portava l'asinello per farci divertire, i baccelli col formaggio,l'interminabile camminata fin su a Giuncarico per comprare il gelato all'unico bar di zona, "Valeria ha chiesto una granita alla crema..." il lavoro c'era , per chiunque avesse buona volonta'. Sembra passato un secolo da allora. Buon primo Maggio a tutti.