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Itaca

Tempio di Poseidone, Capo Sounio, Grecia (foto ap)
Qualcosa di diverso nella vita di tutti i giorni: dalla letteratura al quotidiano, il mito di Ulisse

di Marina Zinzani

Ulisse non è solo nei libri di storia, è in una parte del cuore di ognuno di noi, la ricerca di altro, anche comprare un paio di scarpe con i tacchi alti.
Donna stanca della propria immagine, il vissuto sul volto, tutto prevedibile, o quanto prevedibile, e invece no, entra in un negozio e indica un paio di scarpe, quelle che vede nei giornali di moda, quelle che indossate sulle altre donne donano slancio ed eleganza, ed anche qualcosa in più, che lei non ha.
Se le prova, le scarpe magiche, belle, indubbiamente belle, come slanciano… La commessa la guarda perplessa, forse è questa la sfumatura del suo volto, quanti anni avrà questa donna, cinquanta, sessanta, e vuole fare la ragazzina? O deve andare ad una cerimonia, userà queste scarpe poco, solo qualche volta e comunque non le si addicono.
O Ulisse che mi vuoi trascinare nei tuoi viaggi alla ricerca di altro, io vorrei aprire il mio libro domattina altrove, in un bel luogo, vorrei essere diversa, non saprei, altrove, altrove, la ricerca di un’altra me stessa, o solo ringiovanire, o solo essere così, un po’ come…
Gli sguardi delle due donne si incrociano, il volto poco convinto della commessa, perché è questo che si legge in lei, la perplessità per quelle scarpe, e i timori che cominciano a salire sulla donna di una certa età, sono troppo alti questi tacchi, sarà difficile camminare tutti i giorni, potrò usarle ogni tanto, sono anche un po’ strette,  sono poco comode, e anche tanto care, sono eleganti, ma quando le metto? Ah, si smonta piano piano l’idea, come panna montata che fa male, troppa fa male, e allora la donna scende giù dai tacchi,  ripone le scarpe e rimette le sue solite, comode e sportive.
Viaggio di un attimo in un’altra dimensione, Ulisse invece vaga, cerca, anela a cose di cui ha bisogno un’anima. Mi scusi, sono strette, non mi convincono, dice la donna. No, non voglio provarne altre, aggiunge.
Ed esce. Il cielo è azzurro, l’aria è fresca, gli abiti sono i soliti. Il pensiero si aggroviglia. E poi… basta, che importa, si dice la donna. Si cambia veramente con un paio di scarpe?

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