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La macchina senza carburante

Quando parliamo male della politica, dimentichiamo che proprio l’indifferenza verso la cosa pubblica è il male peggiore

di Catia Bianchi
(Commento a 25 aprile 1945: cosa rimane oggi?, PL, 24/4/19)

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l´impegno, lo spirito, la volontà di mantenere le promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l´indifferenza alla politica. È un po´ una malattia dei giovani l’apatia verso la cosa pubblica.
“La politica è una brutta cosa, che me n'importa della politica?”. Quando sento fare questo discorso, avvertiva Piero Calamandrei nel suo “discorso sulla Costituzione” (Milano 1955), mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcuno conoscerà.
Due emigranti, contadini, attraversano l'oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi dormiva nella stiva e l'altro stava sul ponte e si accorgeva che c'era una gran burrasca con delle onde altissime, facendo oscillare il piroscafo.
E allora il contadino impaurito domanda ad un marinaio: "Ma siamo in pericolo?" E questo dice: "Se continua questo mare tra mezz'ora il bastimento affonda". Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: "Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda". Quello dice: "Che me ne importa? Unn'è mica mio!". Questo è l'indifferentismo alla politica, concludeva Calamandrei.

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